L’assist per Andrea Orcel sul complesso scacchiere del risiko bancario italiano potrebbe arrivare dal Golfo. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, due fondi emiratini con sede a Dubai avrebbero messo nel mirino Unicredit Russia, la controllata di Piazza Gae Aulenti finita sotto la lente della Bce e del governo Meloni nell’ambito della procedura golden power per l’ops su Banco Bpm.
L’offerta potrebbe arrivare già nei prossimi giorni e sarebbero in corso contatti anche con Palazzo Chigi per sondare il terreno e il livello di gradimento politico dell’operazione. I soggetti in campo sarebbero fondi di private equity già attivi nell’acquisto di asset di gruppi europei bloccati in Russia dopo lo scoppio della guerra e il varo delle sanzioni occidentali. Al loro fianco potrebbe intervenire anche un investitore italiano per agevolare l’esecuzione dell’operazione che potrebbe anche essere soggetta alla luce verde dei regolatori europei.
Questi player acquisterebbero l’asset a un valore scontato che potrebbe aggirarsi attorno al 60% rispetto a quello di carico da parte del venditore. L’assegno staccato terrebbe conto anche della exit tax imposta dal governo russo ai gruppi internazionali che vogliono uscire dal Paese. La transazione dovrà ottenere il via libera di diverse authority di Mosca, inclusa la Banca Centrale Russa e il Cremlino.
La scommessa è sulla fine della guerra e su una ripresa del business nel Paese e quindi sul riapprezzamento futuro dell’asset. L’uscita di Unicredit dalla Russia non sarebbe un caso isolato. I precedenti più rilevanti sono quelli che hanno coinvolto la britannica Hsbc che ha venduto a Expobank, l’americana Goldman Sachs che ha avuto invece come controparte la armena Balchug Capital e la francese Société Générale che ha chiuso la cessione della sua controllata Rosbank dandola al gruppo Interros, azienda legata all’oligarca Vladimir Potanin.
Il deal potrebbe rappresentare un elemento di facilitazione nelle discussioni tra Unicredit e Palazzo Chigi che, tra le prescrizioni golden power imposte alla banca di Andrea Orcel, prevede in primis l’uscita dalla Russia entro il 18 gennaio 2026. Accettando l’offerta dei fondi emiratini, Piazza Gae Aulenti potrebbe liberarsi dell’asset anche prima di questa scadenza. Fonti finanziarie riferiscono che il closing potrebbe arrivare entro 6-8 mesi.
A febbraio 2022 dalla Russia arrivava il 5% del fatturato e l’1% dei depositi dell’intero gruppo, con una quota di mercato dello 0,5% presidiata da 13 filiali. Da allora Orcel ha ridotto drasticamente il rischio-paese. A fine marzo di quest’anno Unicredit aveva un'esposizione cross border quasi azzerata verso Mosca, con un retail ridotto di circa il 60% e l’intenzione di uscire in modo ordinato entro il primo semestre 2026. Un obiettivo ora a portata di mano grazie che potrebbe presto arrivare sul tavolo del banchiere. (riproduzione riservata)