Il verdetto del comitato Golden Power sull’operazione Unicredit-Banco Bpm dovrebbe arrivare subito dopo Pasqua. La data già segnata su alcune agende a Roma e a Milano è quella di martedì 22 aprile, una settimana prima dell’avvio dell’offerta e solo due giorni prima dell’assemblea Generali. Particolare non irrilevante ai fini dell’espressione del voto da parte di Andrea Orcel.
L’esame è partito dopo la pre-notifica di fine 2024 e la notifica dello scorso 4 febbraio e la tempistica massima prevista per l’istruttoria è di 45 giorni lavorativi, prolungabili soltanto per chiedere chiarimenti su aspetti specifici dell’operazione, integrazioni, documenti e audizioni.
Il primo esito possibile è il cosiddetto No Golden Power, cioè un provvedimento del Dica (Dipartimento per il Coordinamento Amministrativo) che escluda l’operazione Unicredit-Banco Bpm dall’ambito di applicazione della normativa. Il secondo scenario è un esercizio dei poteri speciali da parte della presidenza del Consiglio, con prescrizioni specifiche che possono prevedere clausole di salvaguardia per i livelli occupazionali e per le sedi del nuovo gruppo, un ribilanciamento della governance e limiti alle cessioni di sportelli.
Non esiste un numero chiuso di possibili prescrizioni, fermo restando che i paletti dovranno rispondere ai requisiti di necessità e proporzionalità ai fini della difesa della sicurezza nazionale.
Un terzo possibile esito dell’istruttoria potrebbe un veto all’acquisizione, che però viene considerato altamente improbabile.Se la data del 22 aprile fosse confermata, il periodo di adesione dell’ops potrà partire senza l’incognita Golden Power. Non solo. Unicredit potrà presentarsi all’assemblea Generali del 24 senza temere ricatti da parte del governo. (riproduzione riservata)