Giornata senza particolari spunti sul mercato del forex, se non per alcuni interventi di esponenti delle banche centrali che non fanno altro che confermare o rafforzare i trend già in atto. Il tasso di cambio euro-dollaro prosegue il suo percorso di ripresa tra i commenti positivi di alcuni membri della Bce sull'inflazione e le prospettive di crescita per la zona euro, mentre le preoccupazioni principali continuano a essere legate ai ritardi nelle campagne vaccinali e a possibili nuovi lockdown. Secondo Unicredit, un breakout direzionale, con la rottura della resistenza intorno all'1,19, può "non essere immediato, ma data la nostra previsione sul tasso di cambio a medio termine, ovvero un ritorno a 1,22 entro la fine dell'anno, è più importante che la valuta comune rimanga al di sopra del range 1,1834-1,1850, in modo da non subire una nuova pressione ribassista”.
A breve termine, secondo gli strategist della banca milanese, i tassi di cambio della sterlina presenta opportunità molto più interessanti per gli investitori, motivo per cui vale la pena prestarvi una discreta attenzione. “Gli ultimi sviluppi della campagna vaccinale possono pesare sulla valuta britannica, probabilmente più contro l'euro che contro il dollaro, dato che quest'ultimo continua a perdere la sua lucentezza. Il cambio euro-sterlina può ancora scambiare sotto il range 0.8750-0.88, mentre preferiremmo acquistare il cross sterlina-dollaro sfruttando eventuali ritracciamenti, soprattutto se il supporto di marzo a circa 1,3670 dovesse riuscire a reggere", evidenziano gli esperti.
Per ciò che concerne le altre valute, il fatto che i cross dollaro-yen e dollaro-franco svizzero rimangano al di sotto di 110 e 0,93, rispettivamente, "suggerisce che le notizie sui vaccini non stanno influenzando pesantemente il clima sul mercato, e quindi le prese di profitto da parte degli investitori su alcune valute ad alto beta e legate alle commodity potrebbero trasformarsi in nuove opportunità di acquisto nel blocco del G10".
Il cosiddetto "choppy trading", caratterizzato da movimenti laterali e di consolidamento, "continuerà probabilmente anche nella giornata di oggi, poiché l'agenda quotidiana è ancora relativamente leggera e difficilmente influenzerà i mercati", analizzano gli strategist. Gli unici punti degni di nota all'ordine del giorno di oggi sono il rilascio dei conti della Bce e un discorso del presidente della Federal Reserve Jerome Powell.
Continua il rimbalzo delle valute della comunità europea rispetto a quelle dei Paesi emergenti, con le prime che continuano a rafforzarsi sulla scia del trend rialzista dell'euro-dollaro. "Probabilmente", analizzano da Unicredit, "continueranno a rafforzarsi anche da qui in avanti, soprattutto quando la moneta comune riuscirà a superare la quota di 1,19. È importante sottolineare che lo zloty (valuta polacca, ndr) ha di fatto ignorato l'intenzione della banca centrale della Polonia di mantenere un regime di politica monetaria allentato anche nel prossimo periodo, mentre le tensioni Russia-Ucraina potrebbero essere già state prezzate dal rublo, che potrebbe dunque godere di un certo margine di ripresa".
Infine, la lira turca sarà probabilmente scambiata lateralmente intorno all'area 8,15, anche se il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, affermando che l'inflazione in Turchia sarà ridotta a singole cifre, e con essa anche i tassi di interesse, ha suscitato ulteriore cautela prima della riunione chiave della Banca centrale turca della prossima settimana, concludono gli analisti. (riproduzione riservata)