Mentre a Berlino la politica litiga sul futuro di Commerzbank, la Vigilanza di Francoforte sembra prossima a dare luce verde alla scalata di Unicredit. Dopo l’esame preliminare della Bafin, l’organo di vigilanza bancaria nazionale, in questi giorni la palla starebbe passando direttamente al supervisory board della Bce che, sotto la guida di Claudia Buch (attesa oggi a un evento alla Bocconi di Milano), completerà la cosiddetta qualifying holding procedure, cioè l’istruttoria preliminare all’acquisto di quote rilevanti nel capitale delle banche.
A Francoforte tira aria di cauto ottimismo. Secondo l’agenzia Bloomberg, diversi alti funzionari della banca centrale ritengono che il progetto Unicredit otterrà probabilmente l'approvazione normativa e che ci sono poche ragioni per cui il deal dovrebbe sollevare preoccupazioni.
Con la documentazione presentata a metà settembre la banca guidata da Andrea Orcel ha manifestato l’intenzione di raggiungere il 29,9% di Commerz (un soffio sotto la soglia d’opa), specificando anche le finalità strategiche degli acquisti.
A disciplinare la materia è la direttiva Crd IV del 2013 che pone paletti precisi agli istituti. In primo luogo il consiglio di vigilanza valuta la reputazione della banca compratrice in termini di affidabilità e competenza, concentrandosi sul suo track record nell’industria finanziaria. Questa analisi prende in considerazione anche la reputazione, le conoscenze e l’esperienza del ceo e del top management.
Un altro aspetto monitorato con grande attenzione è la solidità: la banca compratrice deve essere finanziariamente robusta e in grado di supportare l'istituto target nel futuro prossimo senza squilibri o situazioni di tensione. L'acquisizione inoltre non deve compromettere la capacità della preda di mantenere la conformità con i requisiti prudenziali, come la governance e l'adeguatezza patrimoniale.
Da ultimo l’operazione non deve comportare rischi legati al riciclaggio di denaro o al finanziamento del terrorismo. Particolare attenzione viene dedicata anche al progetto industriale del compratore che alla domanda deve includere un piano di sviluppo, con informazioni di dettaglio sugli scopi strategici della scalata. Più consistente è la quota nel mirino, più ampia e granulare deve essere la documentazione fornita dalla banca. Fermo restando che, dopo la ricezione formale della notifica, la Bce può chiedere informazioni aggiuntive per completare l'analisi.
Queste integrazioni possono comportare la sospensione del termine legale di valutazione, una sola volta, per un massimo di 20 o 30 giorni lavorativi, a seconda delle circostanze. Complessivamente l’istruttoria che può durare fino a 60 giorni con possibile proroga di un ulteriore mese. Concluso il proprio lavoro il consiglio di vigilanza sottopone la propria valutazione finale al consiglio direttivo della Bce che dà il nulla osta anche per silenzio assenso (cosiddetta non-objection procedure).
Anche in questo organo si respira un cauto ottimismo sull’esito della partita. Sei membri del consiglio direttivo della banca centrale hanno detto a Reuters di essere ampiamente favorevoli alla combinazione tra le due banche e di considerare l'opposizione di Berlino all'operazione come contraria ai principi dell'integrazione europea. Date queste premesse, si fa osservare, un via libera alla scalata potrebbe arrivare già entro le prossime settimane. (riproduzione riservata)