Berlino sapeva dell’interesse di Unicredit per Commerzbank e del suo possibile intervento nella privatizzazione dell’istituto di Francoforte. Quanto nelle scorse settimane era solo un’ipotesi molto accreditata tra banker e investitori internazionali, oggi diventa un dato di fatto.
Secondo quanto ricostruito da Reuters, già nei mesi precedenti l'acquisto del 9% di Commerzbank i dirigenti di Unicredit avrebbero avuto colloqui con alti funzionari del governo tedesco, appartenenti alla Cancelleria e al Ministero delle Finanze.
I dettagli degli incontri sono riportati in una risposta del governo tedesco a Matthias Hauer, membro del parlamento (Bundestag), e sono il resoconto più dettagliato emerso finora dei contatti tra le istituzioni e Unicredit prima del blitz su Commerzbank del 10 settembre.
Florian Toncar, segretario di Stato responsabile della vendita delle quote, ha parlato con Marion Hoellinger, il ceo di Hvb nonché top manager di fiducia di Andrea Orcel, in merito a un annuncio dell'agenzia governativa sulla vendita delle quote, in due incontri il 4 e il 10 settembre.
Il presidente di Unicredit Pier Carlo Padoan ha incontrato Joerg Kukies, un alto funzionario della Cancelleria tedesca, a margine di una conferenza a Parigi il 16 maggio, come documentato dalla risposta del governo che segnala anche altri due contatti con funzionari della cancelleria il 7 giugno e il 30 maggio. Pur facendo luce sui vari incontri, il filing presentato offre pochi dettagli sul contenuto delle discussioni.
Hauer, un parlamentare cristiano-democratico, ha detto che la risposta mostra un «vivace scambio» tra il governo tedesco e la banca italiana, sollecitando ulteriori indagini su come il governo abbia venduto l'intera quota in vendita a Unicredit piuttosto che a una serie di investitori. «Il governo tedesco... pretende di non avere nulla a che fare con il caos di Commerzbank. Invece l'hanno causato», ha detto.
Quel che è appare sempre più chiaro è che Berlino aveva molti elementi per ipotizzare un coinvolgimento di Unicredit nella privatizzazione di Commerz. Un’evidenza che delegittima parzialmente le proteste del cancelliere Olaf Scholz e di molti altri politici tedeschi. Scholz aveva definitivo il blitz di Unicredit su Commerzbank «un atto ostile e non appropriato in Europa e in Germania».
La dura posizione del governo e dei sindacati ha aperto un dibattito nelle istituzioni tedesche ed europee sull'opportunità di un linea interventista e protezionista in materia di acquisizioni bancarie. La Commissione Europea, per esempio, ha puntualizzato che eventuali restrizioni alle regole del libero mercato «sono consentite solo se proporzionate e basate sui suoi interessi legittimi». Anche la Bce ha accolto con freddezza la linea di Berlino ribadendo in diverse occasioni la necessità di operazioni transfrontaliere per fortificare il mercato del credito: «il consolidamento bancario a livello europeo è qualcosa che da più parti è auspicato da tempo», ha dichiarato la presidente, Christine Lagarde. (riproduzione riservata)