Un filotto di operazioni in sei mesi. Dopo l’investimento, a fianco di Vam Investments di Francesco Trapani, nella filiera della moda di Florence e nelle sneakers di Autry, in tandem con Style Capital di Roberta Benaglia, Unicredit organizza un altro club deal. Stavolta con l’ex Mediobanca Stefano Marsaglia.
Secondo quanto Milano Finanza è in grado di anticipare, la banca guidata da Andrea Orcel ha selezionato un gruppo di oltre 60 famiglie italiane, fra le prime mille del Paese per ricchezza con patrimoni sopra i 100 milioni di euro, per coinvestire a fianco di Azzurra Capital nel capitale di Desa. Si tratta del gruppo brianzolo (sede a Seregno) leader nella detergenza casa e cura della persona con oltre 100 anni di storia. Un’azienda famosa per l’iconico marchio del «Gallo del pulito»: produce gli sgrassatori Chanteclair e Quasar.
Ma ha in portafoglio anche i brand Spuma di Sciampagna, Vert, Sauber, Persavon, Apropos e Ico, prodotti che in una perfetta logica di filiera escono dai quattro stabilimenti che il gruppo ha in Italia (Sant’Agata Bolognese, Seregno, Caravaggio e Fara Olivana a Bergamo). È uno dei principali attori del mercato home&personal care e compete con colossi mondiali come P&G, Reckitt Benkiser e Unilever.
A fine 2023 il fondo Azzurra Capital di Marsaglia aveva rilevato dalle tre famiglie proprietarie (Silva, Sala e Malagodi) il 30% del capitale di Desa, un investimento di circa 200 milioni di euro con peso nella governance (Marsaglia è vicepresidente) e che valorizzava la società lombarda oltre 665 milioni di euro. L’operazione era arrivata a maturazione dopo che gli azionisti, che dal 1908 progressivamente controllano il 100% della società chimica (molti i brevetti depositati), avevano deciso da mesi di aprire il capitale per supportare ulteriormente lo sviluppo internazionale, già comunque forte.
Grazie all’ottimo posizionamento - in particolare nel segmento dei prodotti per la pulizia delle piccole superfici (Chanteclair e Quasar) che, assieme ai flaconi Spuma di Sciampagna, genera il 74% del fatturato del gruppo - Desa ha realizzato nel 2023 circa 380 milioni di ricavi e un ebitda di 80 milioni. Dall’export degli sgrassatori in 40 Paesi arriva oltre il 25% del giro d’affari, 50 milioni dalla Cina, mercato dove Chanteclair è diventato marchio di riferimento nel settore pulitori per superfici e bucato.
Il team ultra-high-net-worth business di Unicredit guidato da Gennaro Del Sorbo ha proposto l’investimento alle famiglie più ricche clienti della banca (che hanno in portafoglio oltre 100 milioni fino a patrimoni miliardari), raccogliendo più di 60 adesioni. A questi famiglie, perlopiù imprenditoriali, andrà oltre un terzo delle quote del veicolo con cui Marsaglia è entrato in Desa. Il valore dell’investimento si aggira intorno ai 70 milioni.
«Desa è un autentico gioiello. Una società che ha zero debito, 50 milioni in cassa e opera in un business molto resiliente e anticiclico. Al di là del partner finanziario di assoluto standing, quello che ci è piaciuto è stato il piano industriale, molto lucido e raggiungibile. Con un portafoglio di otto marchi, l’azienda intende concentrare la capacità produttiva sui brand più visibili e sviluppare la parte internazionale anche grazie ai contatti di cui Marsaglia gode a livello globale», ha spiegato Del Sorbo.
Il business plan del gruppo brianzolo prevede infatti una crescita organica basata su cinque punti: sviluppo delle vendite all’estero, rafforzamento manageriale, razionalizzazione del portafoglio marchi, ottimizzazione della struttura finanziaria ed m&a, finalizzato soprattutto a rafforzare la rete distributiva all’estero.
«I criteri che ci guidano nella selezione delle opportunità sono quelli di investimenti fatti con partner outstanding in aziende con business comprensibili, grandi potenzialità, asset e valutazioni interessanti, chiara visibilità sull’exit», ha aggiunto il banchiere.
Il club deal di Unicredit ha un orizzonte temporale d’investimento di quattro anni, in cui (senza partecipare alla governance) punta ad almeno raddoppiare il capitale. È lo stesso fil rouge che ha accomunato le due precedenti scommesse (Florence e Autry) che il team di Del Sorbo ha messo negli ultimi sei mesi sul tavolo della propria facoltosa clientela.
«Abbiamo creato una squadra di 40 persone specializzate, con competenze trasversali al wealth management e l’investment banking, di età media 40 anni, che ha preso un business che valeva un miliardo, portandolo in tre anni a quota 10 miliardi», ha spiegato ancora il banker. Che ha concluso: «La nostra è una piattaforma unica di persone che interagiscono con il corporate della banca e le fabbriche prodotto per selezionare le opportunità da sottoporre ai clienti grazie al dialogo continuo con i fondi-sponsor. Questi ultimi vedono in Unicredit la possibilità di avere una controparte che ha accesso a un network di famiglie diversamente irraggiungibili e una banca che porta in dote una filiera di servizi, dal financing all’advisory, fino al closing».
Creata nel 2022, Azzurra Capital è la nuova avventura in proprio nel private equity (dopo Peninsula) di Marsaglia, banchiere 69enne per tanti anni nelle fila della banca d’affari francese Rothschild, poi passato a Barclays e quindi in Mediobanca. Ora siede anche nel board delle Assicurazioni Generali.
Con oltre un miliardo di euro di asset in gestione, Azzurra ha fra i propri investitori il fondo sovrano arabo Pif, istituzioni finanziarie, grandi società asiatiche e family office europei. Impiega i propri capitali per acquisire partecipazioni di maggioranza o di minoranza, con un’adeguata corporate governance, in aziende familiari leader di mercato. (riproduzione riservata)