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Unicredit, dialogo in salita con il governo sul golden power. La banca chiede un chiarimento ma il Mef tira dritto
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Unicredit, dialogo in salita con il governo sul golden power. La banca chiede un chiarimento ma il Mef tira dritto

13 maggio 2025, 21:00

Piazza Gae Aulenti cerca l'intesa con l’esecutivo per ammorbidire i paletti. Gli incontri a Roma. Ruolo chiave del Tesoro che resta freddo su uno sconto. Il ministro Giorgetti: decisione presa, adesso soltanto il monitoraggio. Il nodo Russia e le prescrizioni sul credito e su Anima

Unicredit prova ad aprire un canale di confronto con il governo sulle prescrizioni golden power. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, le diplomazie della banca e dell’esecutivo si sarebbero messe in moto e i prossimi giorni potrebbero rivelarsi decisivi per il futuro dell’ops su Banco Bpm.

Già ieri a Roma si rincorrevano indiscrezioni su un primo incontro che però non hanno trovato conferma nel quartier generale di piazza Gae Aulenti. Quel che è certo è che la banca cerca un chiarimento sul Dpcm emanato venerdì 16 aprile, come ha detto con chiarezza il ceo Andrea Orcel durante la presentazione dei risultati: «Ci sono un numero di elementi secondo noi non chiari e non voluti. Stiamo cercando di chiarirli e dobbiamo chiarirli prima di prendere una decisione definitiva».

È insomma ragionevole attendersi uno o più meeting in tempi brevi. Il banchiere non dovrebbe partecipare direttamente agli incontri che potrebbero essere gestiti dallo staff legale della banca, mentre la controparte sarà il Dipartimento per il Coordinamento Amministrativo (Dica), l'organo di Palazzo Chigi guidato da Simonetta Saporito che ha gestito l'istruttoria ed emesso il provvedimento. Anche il Mef potrebbe essere coinvolto per il suo ruolo chiave nella partita.

La linea di Giorgetti

Proprio il ministro Giancarlo Giorgetti però, reduce dall’Ecofin di Bruxelles, resta freddo sull’ipotesi di rivedere le prescrizioni, come dimostrano le ultime dichiarazioni rilasciate. «Penso che il golden power è stato valutato. È una decisione che è stata assunta dal Consiglio dei ministri, adesso come dice il golden power c'è il monitoraggio. Gli interessati devono fare delle cose e dimostrare delle cose e noi valuteremo quelle». E sull’ipotesi di un veto europeo ai paletti: «Bruxelles ha competenze in materia bancaria di concorrenza. Sulla sicurezza nazionale decide lo Stato italiano e non l'Europa», ha dichiarato il ministro della Lega.

Da parte sua Unicredit continua a spingere per avere almeno dei chiarimenti sui rimedi previsti da Palazzo Chigi. Alcune richieste vengono giudicate difficilmente attuabili nella tempistica imposte, come l’uscita dalla Russia entro nove mesi. Altre vengono lette come potenzialmente in conflitto con le prerogative della Vigilanza bancaria, come il diktat di non ridurre per un periodo di cinque anni il rapporto impieghi/depositi praticato da Banco Bpm e Unicredit in Italia. Altre ancora per Unicredit potrebbero mettere a rischio la sana e prudente gestione, esponendo a pericoli non solo l’istituto ma anche la sua clientela come la richiesta di non ridurre per un periodo di almeno cinque anni il peso attuale degli investimenti di Anima Holding in titoli di emittenti italiani.

I ricorsi allo studio

Per il momento Unicredit vuole percorrere la strada del dialogo, anche se la banca sta studiando anche altre strategie. La normativa prevede l'appellabilità solo in sede amministrativa (Tar e Consiglio di Stato) ma, secondo quanto si apprende, i vertici di Unicredit potrebbero appellarsi anche alla Corte di Giustizia per sondare la compatibilità dei veti con il diritto Ue.

Bruxelles peraltro ha già acceso un faro sulle prescrizioni e ha chiesto ulteriori informazioni a Roma sulla materia nell'ambito della procedura Eu Pilot. Tutte queste strade però richiederebbero tempo mentre Orcel ha solo sei settimane per decidere sul futuro dell’ops sul Banco. Per ritirare l’offerta infatti Unicredit deve muoversi entro la scadenza del 29 giugno visto che l’offerta sarà chiusa e regolata entro il 1° luglio. (riproduzione riservata)



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