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Unicredit, Deutsche Bank studia un intervento su Commerzbank ma deve sciogliere il nodo del capitale
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Unicredit, Deutsche Bank studia un intervento su Commerzbank ma deve sciogliere il nodo del capitale

08 ottobre 2024, 20:00 Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2024, 10:07

Nel 2023 il tentativo di fusione sarebbe naufragato per l’impatto dei tassi sul mark to market degli attivi delle due banche. Oggi come allora il patrimonio di Deutsche Bank non sarebbe sufficiente per sostenere un’integrazione. Intanto Unicredit rilancia sul mercato greco

La partita Commerzbank resta sotto i riflettori. Dopo il blitz che ha portato Unicredit al 9% (21% se si tiene conto degli equity swap aperti con Barclays e Bofa) il dossier della banca tedesca è al vaglio di Deutsche Bank che avrebbe incaricato il suo storico advisor Morgan Stanley (in passato molto vicino anche a piazza Gae Aulenti) di studiare le possibili mosse. Non è la prima volta che la prima banca tedesca si affaccia sul competitor. Dopo un primo tentativo di merger sfumato nel 2019, ancora l’anno scorso ci sarebbero stati approfondimenti in fase avanzata.

Il tentativo del 2023

A mandare a monte quell’ultimo approccio sarebbe stato l’impatto potenziale dei tassi sul mark to market degli attivi dell’entità combinata: oggi come allora, sottolinea un banker, il patrimonio di Deutsche non sarebbe sufficiente per sostenere un’integrazione. Due potrebbero essere le soluzioni: o un waiver della Vigilanza o un robusto aumento di capitale. A fare la differenza comunque saranno soprattutto le scelte del governo tedesco che oggi trova in Deutsche l’unica alternativa al contestato progetto UniCommerz.

Sul tema ieri si è espresso il il responsabile dell'autorità Ue di risoluzione bancaria (Srb) Dominique Laboureix: «Non commentiamo casi come quello in corso di UniCommerz: dal punto di vista della risoluzione aspettiamo di vedere che cosa avviene. Noi partiamo dalla strategia dei gruppi bancari, seguiamo l'approccio che loro stessi definiscono e nel caso di Unicredit e Commerz non partiamo da zero dal momento che si tratta di due banche che fanno già parte dell'unione bancaria, sono sotto lo stesso supervisore e sotto la stessa autorità di risoluzione. Ci si dovrà adattare alla nuova situazione che eventualmente si creerà», ha concluso Laboureix.

Il rilancio in Grecia

Non c’è solo la Germania nel radar del ceo di Unicredit Andrea Orcel. Ieri il banchiere ha suggellato l’alleanza industriale con Alpha Bank, l’istituto greco di cui l’anno scorso piazza Gae Aulenti è diventata partner e azionista al 9% del capitale. Insieme al numero uno di Alpha Vassilios Psaltis Orcel ha annunciato i contenuti commerciali dell’intesa che prevede nuove soluzioni per aziende e privati. In particolare la piattaforma di investimento Onemarkets Fund sviluppata da Unicredit sarà disponibile esclusivamente nel mercato greco attraverso Alpha Bank.

I due banchieri hanno inoltre i prossimi passi nel loro accordo di partnership, attraverso incontri tenuti con il ministro dell'Economia e delle finanze greco Kostis Hatzidakis, nonché con il governatore della Banca di Grecia Yannis Stournaras. «Quello che abbiamo ottenuto in Grecia nella partnership con Alpha Bank ha superato le nostre aspettative e sono entusiasta di questi risultati», ha dichiarato Orcel aggiungendo «in meno di un anno abbiamo ottenuto tre volte di più di quanto avevamo previsto in base ai nostri piani ottimistici iniziali. I nostri team stanno collaborando in modo efficace, il contesto è positivo e mi aspettato che il potenziale combinato di quello che le due banche possono fare stupirà molti nel settore».

Nel frattempo Consob ha comunicato che Goldman Sachs ha quasi azzerato la posizione in swap e future costruita nei giorni scorsi in Unicredit, tornando dal 6,68 al 0,77%. (riproduzione riservata)



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