Colpo di scena nella scalata di Unicredit a Banco Bpm. Mercoledì 21 a mercati chiusi la Consob ha sospeso l'ops per 30 giorni dalla data della delibera, chiedendo un supplemento al prospetto informativo. La richiesta di Piazza Gae Aulenti all’authority era stata inviata tra il 5 e il 9 maggio con l’obiettivo di guadagnare tempo prezioso per la trattativa con il governo sui paletti del golden power. Il Banco non ha ancora risposto ufficialmente al provvedimento ma già si profilava l’ipotesi di un’impugnazione al Tar. L’istituto, spiegano fonti vicine a Piazza Meda, adotterà «ogni iniziativa a tutela della banca e dei suoi azionisti» per contrastare «un provvedimento abnorme, di assoluta gravità».
La delibera Consob cita il comunicato stampa con il quale Unicredit ha reso note le prescrizione del golden power, cioè «vincoli sulle modalità di gestione delle future attività creditizie e della liquidità dell’entità combinata, sul diritto di cedere partecipazioni e di gestire in modo appropriato gli asset in gestione di Anima e sulle attività di Unicredit in Russia. L’uso dei poteri speciali in un’operazione domestica tra due banche italiane non è comune (è il testo della nota di Unicredit citata nella delibera Consob, ndr) e le prescrizioni imposte potrebbero danneggiare la sua piena libertà e capacità di adottare decisioni conformi ai principi di sana e prudente gestione in futuro, e persino portare a risultati non voluti».
La delibera Consob rivela inoltre che Unicredit, con le note del 5, 7 e 9 maggio, ha fatto sapere all’authority di «aver formulato un’istanza di autotutela» alla Presidenza del Consiglio. La banca – riporta Consob – «fa istanza affinché il procedimento sia riaperto, al fine di poter motivare sulle informazioni e sui dati forniti da Unicredit».
Per la commissione guidata da Paolo Savona questi eventi rappresentano «fatti nuovi o non resi noti in precedenza tali da non consentire ai destinatari di pervenire a un fondato giudizio sull’offerta, segnatamente con riferimento alle iniziative intraprese da Unicredit» in merito alle prescrizioni del golden power. Da qui per Consob anche «l’esigenza di integrare ed aggiornare le informazioni contenute nel documento di offerta e nel prospetto, mediante la pubblicazione di un supplemento».
Quella che si è venuta a creare è per Consob una «situazione di incertezza» in relazione agli eventuali esiti della richiesta di Unicredit al governo di rivedere il provvedimento golden power, che non consente, allo stato, ai destinatari, di pervenire a un fondato giudizio sull’offerta». Per questo è «necessario» sospendere l’ops fino al 20 giugno. (riproduzione riservata)