«Possiamo dire che l’era conciliante tra Unicredit e Commerzbank è ormai alle spalle. Andrea Orcel punta il dito sull’inadeguatezza del management dell’istituto tedesco, e lo fa rivolgendosi direttamente ai suoi azionisti». Carlo Maria Pinardi, presidente di Analysis, commenta su Class Cnbc la pubblicazione della strategia completa per Commerzbank avvenuta lunedì 20 a pochi giorni dall’avvio dell’ops che dovrebbe far salire Unicredit oltre il 30% nella banca tedesca. «Ci leggo un chiaro attacco alla ceo Bettina Orlopp e mi sembra che si smetta di aver un atteggiamento dialogante».
D’altronde tutti i tentativi di dialogo di dialogo e di trovare una via condivisa sono andati falliti. Per questo – specificano da Gae Aulenti – Orcel usa la parola «approccio» per definire la mossa, che ora riguarda i soci e non la guida del gruppo né la politica tedesca. «C’è anche da sperare che l’Europa batta un colpo – osserva Pinardi – perché la Commissione al momento si è mostrata troppo prudente».
Ma il «cambio di passo», come lo chiama anche il fondatore di Analysis, riguarda soprattutto l’operazione cross border che Andrea Orcel vuole portare a casa. A tutti i costi? «Lui chiarisce che, in ogni caso, anche solo con le plusvalenze già realizzate Unicredit ne esce bene comunque – spiega Pinardi. Ma è chiaro che Orcel non vuole accontentarsi solo di questo».
E gli eventuali scogli? «Una possibile richiesta di tenere in Germania la sede della società che potrebbe nascere dalla fusione – riflette PInardi – sarebbe davvero poco auspicabile». Ma è indubbio che l’operazione diventa un tassello del quadro più ampio del risiko bancario. «A Orcel conviene muoversi nella prospettiva di un allargamento europeo. E se è vero che ha fissato come obbiettivo una capitalizzazione da 150 miliardi, non può fare altrimenti».
Ma nelle strategie di Unicredit c’è di più: un’idea di banca attenta alle pmi tedesche come lo è Commerzbank, che identifica linee di sviluppo focalizzate sulla banca commerciale mentre altri, come Mps con Mediobanca, puntano al risparmio gestito o all’investment banking: «Questo è vero – concede Pinardi – ma l’attenzione al wealth management resta alta. Per esempio nel tentativo di riportare a casa le attività che erano gestite da Amundi. Una mossa che fa pensare che Unicredit possa espandersi molto significativamente nel mondo della gestione degli asset». (riproduzione riservata)