Unicredit colloca, martedì 3 giugno, una dual tranche di tipo senior preferred, un bond con scadenza a sei anni, l’altro a dieci anni. A fine mattinata la domanda del mercato è di, rispettivamente, 3,3 e 2,5 miliardi, quindi 5,8 miliardi nel complesso per 1 miliardo di collocamento per ciascun bond.
Il bond con scadenza 10 giugno 2031 è un’emissione di tipo tipo fixed to floating rate, ovvero a tasso fisso per i primi 5 anni. Dal 10 giugno 2030 il titolo di debito è richiamabile dalla banca (callable) al valore di 100, da quel momento in poi diventa variabile.
In fase di asta, il bond viaggia 125 punti sopra il tasso Midswap, ovvero in area 3,43%, ma data la forte richiesta lo spread scende a 95 punti e il rendimento cala al 3,122%, per un prezzo di emissione di 99,9 e cedola del 3,1%. Per fare un confronto, il Btp a 10 anni rende il 3,5%. L’emissione bancaria è riservata comunque, anche sul mercato secondario, a investitori istituzionali e privati qualificati, essendo il taglio minimo di investimento di 100.000 euro.
Il secondo bond scade il 10 giugno 2035, è un tasso fisso che in avvio di asta viaggia 150/155 punti base sopra il tasso Midwasp, quindi in area 4%, ma a fine mattinata chiude al 3,748% (prezzo 99,811, cedola del 3,725%).
Giacomo Alessi, analista obbligazionario indipendente, sottolinea la «continua cavalcata della capitalizzazione del titolo a Piazza Affari che segna un +50% da inizio anno ponendo Unicredit settima migliore banca in Europa per performance azionaria ed un clamoroso 728% in 5 anni di total return (prezzo dell azione+ dividendo) ovvero un alpha del 415% rispetto al listino di sole banche europee (Eurostoxx Bank)».
Secondo l’esperto, «la solidità creditizia non è più in discussione anzi probabilmente Unicredit rientrerà presto nel livello A- considerando i rating BBB+ con outlook positivo di tutte e tre le agenzie rilevanti. Con 800 miliardi di asset totali, Unicredit è il secondo istituto più grande dopo Intesa (ma primo – di poco - per capitalizzazione 87 miliardi rispetto a 86). I parametri di patrimonializzazione sono abbondantemente al di sopra dei requisiti, con ratio come il Cet1 al 16,1%, il Tier 1 al 18,2% e il Total Capital Ratio al 20,7%. I nuovi titoli sono entrambi senior preferred ovvero il segmento unsecured piú garantito. Lo spread con il Btp, soprattutto sulla scadenza decennale, è sui minimi storici, il che suggerisce quanto il mercato apprezzi l’attuale gestione della banca».
Bookrunners dei collocamenti sono: UniCredit (B&D), Abn Amro, Bbva, Bnpp, Erste Bank, IMI - Intesa Sanpaolo, Lbbw, Natixis, JPMorgan, NatWest Markets. (riproduzione riservata)