L’ops di Unicredit su Banco Bpm arriva in Consob. Entro lunedì 7 aprile (ma qualcuno ritiene già giovedì 3) l’authority che vigila sulla borsa dovrebbe dare luce verde al prospetto dell’operazione che ha appena ottenuto l’ok della Bce.
A quel punto per Unicredit non ci saranno più autorizzazioni pendenti ostative al lancio dell’offerta e l’ops potrebbe partire subito dopo la pubblicazione del comunicato dell’emittente, quindi attorno alla metà di aprile. Per ragioni di opportunità istituzionale però la banca potrebbe decidere di attendere gli ultimi due ok che ancora mancano all’appello, cioé quelli di Antitrust e Golden Power.
Per la dimensione internazionale di Unicredit sulle tematiche relative alla concorrenza è chiamata a esprimersi la Direzione generale della Concorrenza di Bruxelles, oggi guidata dalla spagnola Teresa Ribera. L’Antitrust italiano può però chiedere che la procedura sia avocata a sè, determinando una ulteriore dilatazione delle tempistiche autorizzative. Un’altra incognita è rappresentata dal Comitato Golden Power.
Dopo la pre-notifica di fine 2024 e la notifica dello scorso 4 febbraio, la macchina si è messa in moto. Ma nessuno sa con esattezza quando si fermerà. Il governo può sospendere i termini temporali per chiedere chiarimenti su aspetti specifici dell’operazione, integrazioni, documenti e audizioni. Queste tattiche potrebbero dilatare le tempistiche dell’istruttoria ben oltre i 45 giorni lavorativi previsti dalla legge. E non c’è una scadenza prestabilita, tanto che alcune procedure sono durate anche quattro mesi.
Le stime che circolano in Piazza Gae Aulenti è che l’offerta sul mercato possa partire tra la metà di maggio e giugno per chiudersi entro l’estate. Sempre che il ceo Andrea Orcel non decida di fare dietro front. Lo stop della Bce e dell’Eba al Danish Compromise per l’opa di Banco Bpm su Anima è stato accolto con preoccupazione in Unicredit.
«È ragionevole ritenere che questi sviluppi possano avere implicazioni negative per il rendimento del capitale allocato da Banco Bpm all'acquisto di azioni di Anima e per il capitale della stessa Bpm, con possibili ripercussioni negative sulla sua futura crescita e sulle sue future distribuzioni», ha avvertito Orcel che non ha ancora escluso un passo indietro.
Prima di sciogliere la riserva il banchiere vorrà conoscere l’esito dell’opa Anima e i suoi effetti patrimoniali oltre ai risultati trimestrali del Banco, soprattutto in termini di margine di interesse e qualità del credito. Soprattutto Orcel aspetterà il dettaglio delle misure di mitigazione patrimoniale annunciate dal vertice del Banco per riportare il coefficiente Cet1 al 13% da giugno. Secondo fonti finanziarie Piazza Meda potrebbe mettere in capo un mix di interventi che comprenderanno cessioni di attivi e cartolarizzazioni sintetiche, anche se non c’è ancora nulla di uffciale. (riproduzione riservata)