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Una casa al sicuro

di Teresa Campo
Milano Finanza - Numero 191 pag. 62 del 28/09/2024

Quasi un rompicapo quello delle polizze che tutelano gli immobili e il loro contenuto contro le catastrofi naturali, le cat-nat come le chiamano gli addetti ai lavori. Tutti ne parlano dopo i recenti disastri, mentre il governo le ha imposte alle imprese e avrebbe voluto fare altrettanto con i privati, che a loro volta cominciano a interessarsene. Del resto soprattutto i disastri legati agli eventi climatici (uragani, trombe d'aria, frane, alluvioni ecc.) negli ultimi anni si sono intensificati per frequenza, zone colpite e danni provocati. Non a caso le grandi compagnie sono costrette a tenerne conto, come Generali che a questo scopo ha già stanziato 1,1 miliardi di euro di accantonamenti nel mondo.

Nonostante ciò, però, questo genere di polizze, soprattutto in Italia, sono ancora assai poco diffuse tra i privati, e le stesse compagnie, tranne poche eccezioni, continuano a proporle solo come un di cui delle più generiche polizze casa. I numeri parlano chiaro. «Secondo l'Osservatorio Città-Clima di Legambiente con il contributo del gruppo Unipol, nel solo 2023 in Italia gli eventi estremi sono saliti a quota 378, +22% rispetto al 2022, con danni miliardari ai territori e 5 milioni di persone colpite», spiega Unipol. «Secondo i dati di mercato soltanto il 40% degli italiani ha una copertura sulla casa, mentre solo il 6% delle abitazioni è coperto contro i rischi di terremoto e alluvione (dati Ania settembre 2024). Vi è quindi un forte tema di sottoassicurazione». Ma anche le aziende non sono messe molto bene. Secondo un'indagine di condotta da Emg Different per Facile.it, nonostante i danni da calamità naturali ammontino a 3 miliardi l'anno, finora appena il 6,2% delle pmi intervistate ha dichiarato di avere già una polizza contro terremoti, inondazioni, alluvioni, esondazioni e franamenti, a cui si aggiunge un 4% che ha detto di essere coperto solo parzialmente. Ma con dei distinguo: tra le microimprese il 92% ha ammesso di non avere alcun tipo di copertura contro le calamità naturali, mentre tra le piccole imprese la percentuale di chi è completamente scoperto scende al 45%. A livello territoriale, invece, sono le aziende del Sud Italia e delle Isole ad avere meno copertura.

Il problema però è soprattutto capire come sono strutturate, cosa tutelano e quanto costano questo tipo di polizze, tutti aspetti complessi perché rischi e danni variano molto da zona a zona e addirittura da comune a comune se non addirittura a seconda dell'indirizzo. «Non a caso in città come Firenze, possono cambiare a seconda della sponda dell'Arno su cui si trovano. Al contrario, Francia il costo è molto basso, intorno a 40-50 euro all'anno», spiegano da Generali, «poiché le polizze cat-nat sono obbligatorie per tutti anche sulla casa, e quindi il costo dei danni viene calmierato dal fatto che il numero degli assicurati è molto alto rispetto al numero di chi subisce danni». Nonostante ciò nelle zone più rischiose spesso alcune compagnie decidono di non offrire più copertura contro determinati eventi, come negli Stati Uniti dove alcune non coprono il rischio incendi in California.

Ogni copertura quindi ha un costo a sè: tipo di evento catastrofale, indirizzo e in alcuni casi anche età dell'immobile, il piano in cui si trova. Le tabelle in pagina, elaborate dal Centro studi di Facile.it, hanno preso in esame i costi delle polizze casa con garanzie specifiche per gli eventi naturali e catastrofali analizzando come variano i prezzi in otto città italiane. Le simulazioni fanno riferimento ad un appartamento da 100 metri quadri del valore di 200 mila euro. Per ciascuna città/garanzia il miglior prezzo disponibile tra le compagnie presenti su Facile.it e in alcuni casi le compagnie con le migliori tariffe variano tra una città e l'altra. Poiché si tratta di un prodotto non obbligatorio, molto dipende dalle politiche commerciali di ciascuna compagnia e dall'ampiezza dell'offerta. Per fare un esempio, le polizze a Bari risultano più care che altrove, ma perché in quella città sono previste più coperture, mentre in altre l'offerta si limita ad una sola.

Il panorama dei costi è dunque molto vario, anche solo limitandosi a poche città. Il tutto senza contare il corollario di franchigie ed esclusioni possibili, utili per ridurre il costo della polizza. «Ricordiamo che la franchigia esclude l'intervento della polizza per danni inferiori a una certa cifra, per esempio 5 mila euro», spiega Andra Ghizzoni, responsabile assicurazioni di Facile.it, «mentre lo scoperto indica la quota dei danni coperta, per esempio il 95%, e questo vuol dire che il 5% non viene rimborsato. Infine l'esclusione indica i danni non coperti dall'assicurazione, per esempio di solito quella sui terremoti non include i danni derivanti da un successivo maremoto, per il quale servirà eventualmente una copertura a parte. Combinando queste tre voci si può ridurre il premio da pagare e al contempo tutelarsi contro i rischi ritenuti più probabili».

Riepilogando quindi i parametri che incidono sui costi della polizza cat-nat sulla casa, incidono i metri quadri dell'alloggio, indirizzo, materiali di costruzione (le case in legno in genere non vengono assicurate) e il piano. Se l'abitazione è in condominio, e questo ha sottoscritto a sua volta una polizza contro le catastrofi naturali, è possibile stipularne una ulteriore per i rischi non coperti. «Ma l'algoritmo usato da ciascuna compagnia per stabilire i costi di una polizza resta segretissimo», continua Ghizzoni. «Di sicuro si può solo dire che diventa di anno in anno più differenziato a seconda dei vari parametri, ovvero più sofisticato, e anche con premi maggiori, così come avviene per il settore auto».

Dopodiché un ulteriore elemento di diversificazione è dato dal fatto che oltre agli immobili si possono assicurare anche i contenuti. A proposito di questi ultimi, il cliente decide l'importo che vuole assicurare e il premio da pagare sarà in proporzione. «Attenzione però a non dichiarare cifre fuori misura perché in caso di sinistro sarà il perito a definire il valore del danno e quindi l'importo che verrà liquidato», avverte Ghizzoni. «I contenuti possono includere pavimenti, divani accessori, tutelati da vari tipi di copertura. Per fare un esempio, Se l'evento atmosferico spacca i vetri di una finestra, a garantire il rimborso del danno sarà la polizza eventi naturali sul fabbricato, mentre se i vetri rotti a loro volta dovessero danneggiare il parquet in casa, il danno sarà rimborsato dalla copertura sui contenuti». Quest'ultima in genere non include beni preziosi e grandi elettrodomestici, che richiederanno ulteriori coperture a seconda del loro valore, molto diverso a seconda che si tratti di un vecchio televisore a tubo catodico o di una smart tv con schermo da 50 pollici». Nelle polizze cat-nat non sono invece inclusi gli eventuali danni alle persone.

Franchigie, scoperti ed esclusioni a parte, dalle simulazioni di Facile.it emerge quindi che aggiungendo la copertura per il terremoto si parte da 230 euro annui (Milano), 322 (Bari) e circa 410 euro a Belluno e Modena. Attenzione però: va precisato che la copertura terremoti copre i danni subiti dal fabbricato, non del contenuto, e che esistono diversi livelli di copertura, che offrono rimborsi più o meno alti in caso di danni da evento sismico con prezzi diversi. Aggiungendo anche il rischio alluvione (è una copertura molto specifica e nella maggior parte dei casi viene quotata caso per caso, su richiesta diretta del cliente alla compagnia che potrebbe non offrirla in determinate aree del Paese), il costo salirebbe a 312 euro annui su Milano, 624 su Bari e 636 su Modena.

Occhio infine a procedure e tempi per ottenere il rimborso. L'apertura del sinistro va fatta entro tre giorni dal verificarsi dell'evento catastrofico, mentre la documentazione può essere fornita in seguito. Seguirà la visita del perito che stimerà il danno e quindi la proposta di rimborso. Se l'assicurato non è soddisfatto, da qui può partire una negoziazione che può portare ad un arbitrato o anche ad una causa in tribunale. Rispetto al settore auto sono invece meno certi i tempi di rimborso. (riproduzione riservata)



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