Un viaggio a Cipro, tra mito e realtà
Scoprire l’isola divisa in due, partendo da un indirizzo per happy few, l’Amara, ultimo resort del gruppo Stedemos Hotels
Il lusso di svegliarsi e guardare dritto nel blu dei flutti sulla costa sud di Cipro, fra sabbie dorate e rocce calcaree bianche. Soggiornando all’Amara, perfetto rifugio da happy few internazionale e ultima realizzazione del gruppo Stademos Hotels, tutta l’isola è alla portata di una giornata.

L’Amara non poteva che sorgere in un luogo mitologico, a Limassol, tra Kourion e l’arcaica città-stato di Amathus, fondata dal re Kiniras, dove Teseo dovette lasciare Ariadne per andare a combattere il Minotauro. Poco distante, Petra tou Romiou, lo «scoglio del greco»: si narra che qui, dove secondo tradizione nacque Afrodite, un mitico eroe bizantino sollevò con una mano un gigantesco masso gettandolo in mare contro i pirati saraceni.

Da queste spiagge leggendarie ai paesi in pietra sui monti Troodos, dai siti Unesco, come il Parco Archeologico di Pafos, alle chiese paleocristiane, Cipro è uno spettacolare microcosmo di 9mila chilometri quadrati. Punta estrema dell’Europa (di cui fa parte dal 2004), è incuneata in quella parte del Mediterraneo che ormai è Asia, Stato democratico che porta le cicatrici di un recente passato tormentato. Un animus greco anche se Grecia non è, terra di conquista di Assiri, Egiziani, Persiani, Romani, Veneziani un tempo, Ottomani e Inglesi nel XIX e XX secolo.

Amara, come «amarantos», che in greco significa «eterno», offre agli ospiti, se non l’eternità, almeno una vista infinita, a 180 gradi sul mare per ciascuna delle 207 camere e suites. Un risultato spettacolare che porta la firma di SB Architets e, per l’interior design, di David Rockwell Studio e Wilson & Associates, che si sono ispirati alle influenze culturali e ai colori di questo Paese mediterraneo.

Perché il Mar Mediterraneo sembra proprio irrompere negli interni dell’Amara e illuminarli, grazie alle vetrate a tutta parete che iniziano nella hall e proseguono nelle stanze, in armonia con i materiali d’arredo minimal chic nei toni del sabbia, del blu, del verde acqua. Un piacere, se non eterno, almeno infinito, nell’attimo in cui si sperimenta la Spa, che combina antichi rituali mediterranei a farmacopea omeopatica e biologica.

Un godimento che prosegue a tavola: si può scegliere il gusto italiano nel ristorante dello stellato Giorgio Locatelli (sopra) o, per le serate esotiche, la firma della cucina giapponese per antonomasia: Nobu Matsuhisa. Una cena che è un privilegio, perché Nobu ha portato il suo rigore e la sua personalissima visione di una fusion nippo-latinoamericana in poche sofisticate location in giro per il mondo. Compresa l’Amara a Cipro.(Riproduzione riservata)
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