Un mostro di potenza
La Defender 90 V8 è gratificante in ogni contesto. Con l’esclusiva guida Dynamic la Land Rover diventa più cattiva, bassa e diretta
La Defender con il motore V8 è un mostro, bellissimo, di potenza. Guidarla regala grandi soddisfazioni: da una posizione rialzata di guida si domina la strada, come un re che guarda il suo regno, e quando si schiaccia l’acceleratore è una vera goduria. Il design è inconfondibile, incorniciato da un sistema di illuminazione che proietta nel futuro è caratterizzato da linee decise che si intersecano formando angoli retti. A dichiarare che è la versione V8 sono dei badge specifici, due coppie di tubi di scarico, i cerchi in lega da 22 pollici con finitura Satin Dark Grey da dove fanno capolino le scintillanti pinze blu dei freni Brembo. Quando salgo a bordo della Defender 90 vengo accolto dagli esclusivi rivestimenti in pelle Ebony Windsor con inserti Miko e finiture Robustec. Tra le altre novità, oltre alla finitura in nero satinato, anche il volante a quattro razze rivestito in Alcantara e con paddle del cambio cromati. In un attimo mi sistemo sul sedile e accendo per sentire il rombo del potente V8 Supercharged da 5.0 litri, benzina, che eroga 525 CV di potenza e 625 Nm di coppia, consentendo alla Defender 90 V8 a tre porte di accelerare da 0 a 100 km/h in 5,2 secondi e di raggiungere i 240 km/h di velocità massima. L’abitacolo è molto ben insonorizzato, così per godermi il rombo cupo, quasi cattivo, del V8 apro il finestrino e ascolto la sinfonia. La posizione di guida è eccellente, la visuale ottima e l’acceleratore è decisamente reattivo alle sollecitazioni brusche, ma pacato se utilizzato con dolcezza. Molto del merito è del cambio automatico ZF a otto rapporti, con le marce che si avvicendano in modo fluido e senza strappi. Per meglio gestire la potenza e le prestazioni del motore Land Rover, i tecnici britannici hanno fatto una serie di modifiche al cambio e alle sospensioni, intervenendo su molle e ammortizzatori e l’hanno dotata di barre antirollio maggiorate. Inoltre, il differenziale posteriore attivo (elettronico), che contribuisce a massimizzare la trazione nelle curve, è tra gli equipaggiamenti della dotazione di serie. Di partenza la V8 è proprio divertente da guidare; la coppia, infinita, fa sembrare normali anche le salite più ripide e con scarsa aderenza, ma manovrando il Terrain Response, quando si imposta la modalità Dynamic (funzione disponibile solo sulle V8), la Defender diventa ancora più cattiva, le sospensioni pneumatiche si abbassano, si irrigidiscono e lo sterzo diventa più diretto, mentre i pedali del gas e del freno diventano più sensibili. Sembra di aver risvegliato un mostro e le quasi 2,5 tonnellate di peso non si sentono. Calcolando anche i due metri di altezza da terra, le doti di tenuta stradale sono incredibili e in curva il rollio è minimo. L’avanzato sistema di controllo della trazione è studiato per offrire il meglio della tenuta nelle più disparate e avverse situazioni ambientali e di terreno, così sono presenti mappature per l’off-road, per fango, sabbia, guadi, rocce, neve, oltre al Descent control, che gestisce il controllo del mezzo nelle discese più ripide. Per descrivere al meglio il piacere di guida di questa vettura prendo a prestito quanto dichiarato da David Hemming, Chief Product Engineer di Jaguar Land Rover: "Il lancio del V8 apre una dimensione nuova in termini di guida coinvolgente e capacità in off-road della Defender. Veloce e divertente, rappresenta il vertice della famiglia Defender, ed è tanto gratificante su strada quanto capace in off-road. E con i Pack opzionali e la nuova connettività c’è veramente una Defender per ognuno". Di solito si parla anche dei consumi, ma con una macchina che monta un motore del genere è superfluo, anche perché chi spende poco meno di 130mila euro per comprare una V8 se ne infischia altamente di consumare 14,7 litri di benzina per percorrere 100 km.
Native Content