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Giacomo Lasorella, presidente Agcom
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Un freno al teleselling selvaggio. Arriva il filtro che riconosce e blocca le telefonate moleste

di Angela Zoppo
17 aprile 2025, 22:00 Ultimo aggiornamento: 18 aprile 2025, 12:29

Svolta nella guerra allo spoofing, la manipolazione dei numeri telefonici per proporre cambi di contratto o di fornitore. Intesa al tavolo dell’Agcom tra gli operatori per bloccare le chiamate prima che raggiungano la rete. Ecco come funzionerà lo scudo anti-truffe  e quando entrerà in azione

L’ estate 2025 potrebbe essere la prima senza più l’assedio telefonico dei call center che tempestano i consumatori con proposte di cambi di contratto o di fornitore, spacciandosi per legittimi operatori di società di tlc o dell’energia. I picchi si sono raggiunti con la liberalizzazione del mercato elettrico. L’ Arera, l’Autorità di settore, ha registrato negli ultimi mesi del 2024 «un preoccupante aumento delle segnalazioni dei clienti finali che ricevono chiamate da numeri generalmente non richiamabili, e si vedono offrire contratti di energia elettrica e gas sulla base di informazioni scorrette e fuorvianti».

Si stima che ben il 20% dei nuovi contratti luce & gas sia stato attivato con metodi ingannevoli. Ma la pratica riguarda anche offerte di telefonia, strumenti finanziari, polizze, etc.

Si scrive spoofing, si legge truffa

Per chi aveva sperato che il Registro delle Opposizioni sarebbe stato una barriera efficace contro il teleselling selvaggio, e invece ancora oggi si ritrova a ricevere dalle 4 alle 10 telefonate settimanali non desiderate, il blocco dello spoofing sarebbe davvero la svolta. Già per fine aprile 2025, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’AgCom, l’Autorità Garante delle Comunicazioni presieduta da Giacomo Lasorella, starebbe per approvare il piano in due fasi per bloccare la piaga dello spoofing, ovvero la falsificazione del numero chiamante in modo che sembri affidabile, e italiano, a chi risponde. Per arrivarci è stato fondamentale trovare l’accordo tra tutti gli operatori coinvolti, un risultato ottenuto grazie ai tavoli tecnici che per mesi hanno lavorato a misure concrete per stoppare questo tipo di chiamate prima ancora che raggiungano i destinatari.

Lo spoofing finora sembrava inespugnabile: sul display del ricevente appare un numero italiano, spesso con prefissi noti (come lo 06 di Roma). In realtà, dietro si nasconde un soggetto sconosciuto, spesso estero, che sfrutta numerazioni non assegnate o non raggiungibili. Il trucco è semplice quanto efficace: l’utente nella maggior parte dei casi si fida, risponde e si ritrova vittima inconsapevole di frodi commerciali o intestatario di contratti attivati a sua insaputa.

La normativa nazionale non basta

La normativa italiana già prevede l’obbligo, per le chiamate che partono dal territorio nazionale, di garantire l’integrità del numero chiamante. Gli operatori devono assicurarsi che ciò che appare al destinatario corrisponda a un numero effettivamente assegnato. In caso contrario, hanno la possibilità di sovrascrivere l’informazione con il numero reale o di bloccare del tutto la chiamata. Questa protezione, però, si ferma ai confini nazionali. Mentre oggi, la quasi totalità delle chiamate alterate con lo spoofing arriva da Paesi esteri, in una percentuale che supera abbondantemente il 90%.

Come funzionerà il filtro blocca-chiamate

Dal confronto Agcom-operatori è nata una prima bozza di proposta operativa in due fasi. La prima prevede il blocco delle chiamate in ingresso da numeri fissi e non geografici (come 06, 02 o 800), che non dovrebbero mai provenire dall’estero. La seconda, più complessa ma fondamentale, riguarda i numeri mobili, ovvero quelli da cui proviene la stragrande maggioranza delle segnalazioni.

Il meccanismo contro gli squilli-trappola si basa perciò su un controllo preventivo, una sorta di filtro che richiede la mobilitazione delle compagnie telefoniche. Tutte le chiamate provenienti da fuori Italia, infatti, devono necessariamente passare attraverso circa 15 operatori internazionali autorizzati, che agiscono come porte d’ingresso alla rete nazionale. Questi operatori sono tenuti a verificare in tempo reale se il numero chiamante è realmente assegnato, confrontandolo con le liste ufficiali gestite dal ministero delle Imprese e del Made in Italy. Se non esiste, o non è compatibile col tipo di chiamata, per esempio un fisso italiano che arriva da una rete estera, va bloccato. C’è poi un sistema ancora più insidioso, quello dei numeri clonati, cioè esistenti e attivi ma usati da truffatori dall’estero. In questo caso, è possibile intervenire verificando se il vero titolare del numero si trova effettivamente in roaming internazionale. Se non lo è, allora la chiamata viene bloccata prima che raggiunga il telefono della vittima.

Il Registro delle Opposizioni è disarmato rispetto a queste chiamate. Pensato per bloccare le telefonate commerciali indesiderate, funziona solo con soggetti di diritto italiano e non ha gli strumenti tecnici per intervenire sulle chiamate estere, soprattutto se mascherate. Inoltre, non impedisce materialmente che la chiamata venga effettuata: è solo un riferimento legale per chi vuole segnalare violazioni, non un sistema di filtraggio attivo.

Come si procederà allora? I tecnici italiani hanno escluso uno dei protocolli più noti sul piano internazionale, lo Stir/Shaken utilizzato negli Stati Uniti e in Canada: troppo costoso e non compatibile con la rete italiana. La strada nazionale affida il ruolo chiave agli operatori di transito, che agiranno da barriera tra il traffico telefonico internazionale e la rete nazionale. Ma se sulle specifiche tecniche c’è ampia convergenza, le tempistiche ancora alimentano il dibattito. E sono proprio le aziende dei settori coinvolti a spingere perché si faccia prima, cercando di far scattare insieme il blocco di numeri fissi e mobili. La fretta a porre rimedio da parte di banche, assicurazioni o società dell'energia, deriva dal fatto che anche queste sono fortemente danneggiate dalle pratiche scorrette. Il danno è economico ma anche di immagine. Nonostante queste società agiscano in maniera seria, i malcapitati bersagli dello stalking telefonico talvolta fanno confusione e non si rendono conto che lo spoofing non è loro responsabilità, ma di chi sfrutta la loro reputazione. (riproduzione riservata)



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