Il decreto legge Rilancio è insufficiente per il comparto immobiliare. Gli operatori del settore bocciano il provvedimento, «che non sembra essere in grado d’innescare un rilancio complessivo degli investimenti secondo un disegno definito, uno sbilanciamento a favore di misure assistenziali che, da sole, non innescano alcuna ripresa», sintetizza l’amministratore delegato di Casa. it Luca Rossetto. «La misura più significativa è sicuramente il superbonus al 110% per gli interventi di riqualificazione energetica. Per il resto, non vi sono altri interventi significativi in tema immobiliare, salvo alcune misure che possono contribuire a dare ossigeno alle imprese dal punto di vista fiscale e, quindi, incidere in modo indiretto», gli fa eco il collega del Gruppo Gabetti Roberto Busso.
«Positive le misure per favorire riqualificazione energetica, estetica e per gli interventi anti-sismici, meccanismo che ha dato ottimi risultati in pas
sato e che coglie l’obiettivo di concorrere a riqualificare un patrimonio immobiliare residenziale spesso obsoleto e per questo svalutato. Inoltre, permette di ridurre il costo di climatizzazione dell’abitazione stessa che pesa parecchio sui bilanci delle famiglie», precisa Rossetto. «Misure assistenziali, come l’aumento del fondo di sostegno alle locazioni, sono sacrosante ma anche qui si tratta di interventi di entità inadeguata rispetto alle esigenze attuali e soprattutto future, in uno scenario di crescenti difficoltà per le famiglie. Anche l’aumento di 100 milioni di euro per il fondo di garanzia per la prima casa è una misura importante ma modesta come entità e quindi di modesto impatto sul settore immobiliare e sulle compravendite», aggiunge.
Il decreto legge Rilancio è insufficiente per il comparto immobiliare. Gli operatori del settore bocciano il provvedimento, «che non sembra essere in grado d’innescare un rilancio complessivo degli investimenti secondo un disegno definito, uno sbilanciamento a favore di misure assistenziali che, da sole, non innescano alcuna ripresa», sintetizza l’amministratore delegato di Casa. it Luca Rossetto. «La misura più significativa è sicuramente il superbonus al 110% per gli interventi di riqualificazione energetica. Per il resto, non vi sono altri interventi significativi in tema immobiliare, salvo alcune misure che possono contribuire a dare ossigeno alle imprese dal punto di vista fiscale e, quindi, incidere in modo indiretto», gli fa eco il collega del Gruppo Gabetti Roberto Busso. «Positive le misure per favorire riqualificazione energetica, estetica e per gli interventi anti-sismici, meccanismo che ha dato ottimi risultati in pas
sato e che coglie l’obiettivo di concorrere a riqualificare un patrimonio immobiliare residenziale spesso obsoleto e per questo svalutato. Inoltre, permette di ridurre il costo di climatizzazione dell’abitazione stessa che pesa parecchio sui bilanci delle famiglie», precisa Rossetto. «Misure assistenziali, come l’aumento del fondo di sostegno alle locazioni, sono sacrosante ma anche qui si
tratta di interventi di entità inadeguata rispetto alle esigenze attuali e soprattutto future, in uno scenario di crescenti difficoltà per le famiglie. Anche l’aumento di 100 milioni di euro per il fondo di garanzia per la prima casa è una misura importante ma modesta come entità e quindi di modesto impatto sul settore immobiliare e sulle compravendite», aggiunge.
Alcuni punti potrebbero essere ampliati, suggerisce l’amministratore delegato del Gruppo Gabetti: «In tema di locazioni commerciali, pensiamo sia utile estendere la misura del credito di imposta, attualmente previsto per tre mesi ai successivi mesi della fase 2, in modo da salvaguardare le attività e proteggere i rapporti di locazione sottostanti. Andrebbe inoltre perfezionato il meccanismo della cessione del credito di imposta, favorendo anche quella nei confronti del proprietario-locatore con conseguente riduzione della tassazione sui redditi da locazione, in modo da facilitare eventuali accordi fra proprietari e inquilini, nonché riattivando la cedolare secca così come già fatto nel 2019. In tema di locazioni residenziali, data anche la relativa importanza dal punto di vista sociale, sarebbe stato auspicabile che la previsione del rifinanziamento del fondo di sostegno all’affitto contemplasse anche una semplificazione delle procedure di accesso».
Ottimista invece Luigi Sada, amministratore delegato di Tecnocasa Franchising: «I provvedimenti saranno cruciali per la ripresa economica generale e, di conseguenza, anche per il comparto immobiliare. Il bene-casa è un bene fondamentale e va quindi tutelato e con esso le famiglie e tutti coloro che gravitano intorno al settore. Quindi sostegno alle famiglie, alle imprese e all’occupazione in primis, affinché si creino le condizioni utili alla ripartenza anche dal lato-casa. Ben vengano anche i superbonus su ristrutturazioni green, manovra che potrà dare ossigeno all’industria del mattone e sostegno in questo periodo di difficoltà causato dall’epidemia. Tale incentivo permetterà anche un impatto positivo sull’occupazione e potrà rimettere in azione l’edilizia, oltre a contribuire a migliorare il patrimonio abitativo italiano». (riproduzione riservata)