Torna la minaccia dei dazi per l’Europa? Nonostante l’accordo che ha limitato le tariffe per il Vecchio Continente al 15%, dagli Stati Uniti è arrivato un avvertimento sulla possibile ripresa della guerra commerciale. Il rappresentante americano per il Commercio, Jamieson Greer, sarà in Europa dal 19 al 22 novembre per portare avanti delle nuove trattative con il commissario al Commercio, Maros Sefcovic, e ha fatto intendere al Financial Times che gli Usa non si accontentano delle concessioni fatte finora dall’Ue.
«Non abbiamo risolto tutti i problemi nelle nostre relazioni con la dichiarazione congiunta», ha dichiarato Greer. «Il commercio è sempre stato un punto critico. Gli europei hanno molte normative e barriere non tariffarie che bloccano le nostre esportazioni e riducono il nostro effettivo accesso al loro mercato, mentre noi storicamente abbiamo offerto un accesso molto ampio per loro. È una situazione piuttosto sbilanciata».
Quella di Greer sembra una minaccia all’Europa, con gli Usa pronti a utilizzare di nuovo l’arma dei dazi per ottenere norme più favorevoli ad esempio per le big tech. Eppure lo stesso Donald Trump ha dimostrato di essersi ricreduto su alcuni dei suoi dazi perché ha fatto marcia indietro su prodotti come il caffè, la carne o i pomodori. Beni che l’America non era in grado di auto produrre nelle quantità necessarie per il fabbisogno interno. Una carenza che aveva portato a un deciso aumento dei prezzi, vero motivo del dietro front della Casa Bianca.
Questo non significa che Trump smetterà di usare i dazi come arma. Anzi, dalle parole di Greer sembra proprio che abbia rimesso l’Europa nel mirino. «Penso che ci troviamo in un momento in cui il presidente ha cambiato idea e approccio all’Ue negli ultimi sei mesi», ha commentato il rappresentante per il Commercio. «Spero che l’Europa non perda l’occasione di trarre vantaggio dall’attuale atteggiamento del presidente». (riproduzione riservata)