Unione Europea e Stati Uniti si lasciano alle spalle le tensioni sulla Groenlandia e uniscono le forze per contrastare un comune nemico: la Cina. La Commissione ha proposto una partnership alla Casa Bianca sulle materie prime critiche per ridurre la dipendenza da Pechino, che domina il settore. L’obiettivo è trovare una strategia comune per procurarsi insieme i minerali critici, soprattutto quelli centrali per nuove tecnologie come chip e intelligenza artificiale.
Secondo Bloomberg il dossier è quasi maturo perché l’Ue vorrebbe firmare un memorandum d’intesa entro tre mesi, con cui iniziare a stabilire una tabella di marcia condivisa. I passaggi successivi saranno diversi, ma alla fine dovrebbero permettere di limitare il vantaggio cinese sulle catene di approvvigionamento, costruendone una comune e diversificando le forniture.
Europa e Stati Uniti partiranno da una serie di progetti congiunti sui minerali critici, a cui si affiancheranno dei meccanismi per sostenere i prezzi. Ma il memorandum suggerisce anche delle strategie per proteggere il mercato comunitario e americano da un eccesso di offerta estera e da altre forme di manipolazione. Tra gli altri obiettivi c’è poi la creazione di scorte, progetto su cui la Casa Bianca ha già puntato 12 miliardi di dollari.
Ne viene fuori un quadro ambizioso, non facile da realizzare visto il clima che si è creato tra le due sponde dell’Atlantico. Non è un caso, allora, che la proposta dell’Ue insista sulla necessità di rispettare l’integrità territoriale reciproca. Un riferimento velato ai tentativi di Donald Trump di comprare la Groenlandia.
Questa volta Bruxelles ha trovato terreno fertile a Washington, dove la dipendenza da Pechino è un problema di sicurezza nazionale. I cinesi, del resto, hanno fatto indietreggiare la Casa Bianca sui dazi restringendo l’export delle terre rare necessarie ai chip americani. Altro dettaglio a favore dell’Ue, la sua proposta è arrivata a un giorno dal vertice convocato dagli Stati Uniti proprio per ridurre la dipendenza sui minerali critici. All’incontro parteciperanno i ministri degli Esteri e alti funzionari dei Paesi alleati, tra cui il vicepremier italiano Antonio Tajani.
Il capo della Farnesina ha già preparato il terreno perché il 3 febbraio ha inviato alla Commissione, insieme al Ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, un documento per rilanciare l’impegno dell’Ue nel settore. Il progetto prevede una stretta collaborazione con gli Stati Uniti, ma anche con gli altri partner del G7 e con regioni ricche di terre rare come Africa, Indo-Pacifico e America Latina. (riproduzione riservata)