«Scegliete la scienza. Scegliete l’Europa». Ursula von der Leyen annuncia un pacchetto da 500 milioni per attirare i migliori ricercatori al mondo e rendere l’Ue «un polo di attrazione della scienza libera». La misura dura tre anni (2025-27) e rientra nella Choose Europe Initiative, presentata dalla presidente della Commissione all’evento «Scegli l’Europa per la scienza» della Sorbona di Parigi. Alla conferenza è intervenuto anche il presidente francese, Emmanuel Macron.
L’Ue lavora «a un super sussidio settennale per offrire una prospettiva a lungo termine ai migliori ricercatori», spiega von der Leyen. «Stiamo già supportando chi si trasferisce con un’integrazione che va oltre la borsa di studio. Ora stiamo raddoppiando l’importo che riceveranno nel 2025, misura da estendere al 2026 e 2027».
L’Europa è già seconda nella produzione scientifica e ospita un quarto dei ricercatori totali. I punti di forza sono le tecnologie verdi, l’industria aerospaziale, la robotica e le biotecnologie, ma occorrono nuovi fondi per innovare ancora. Ecco perché si punta a portare gli investimenti in ricerca e sviluppo al 3% del pil (ora sono al 2,2%) entro il 2030.
«Annunceremo proposte ambiziose sul finanziamento della scienza nel prossimo bilancio», dichiara von der Leyen. «E presenteremo European Innovation Act, più una strategia per startup e scaleup, per rimuovere le barriere e facilitare l’accesso al capitale di rischio».
Ma invece di unire, l’evento ha aperto un nuovo scontro tra Roma e Parigi. «Mentre gli altri annunciano l’Italia ha già agito», attacca Anna Maria Bernini. La ministra dell’Università si riferisce al bando da 50 milioni del 7 aprile per attirare i cervelli in fuga. Nel suo ministero qualcuno è convinto che la conferenza si servita a promuovere l’attrattività della Francia e non dell’Ue, come recitava il programma originario.
La Choose Europe Initiative arriva mentre diversi studiosi pensano di abbandonare gli Usa in contrasto con Trump. Il presidente americano è pronto a tagliare i fondi alle università che non si allineano ai valori dei conservatori e faticano a contenere le proteste contro Israele. Per la Commissione è un’occasione d’oro per attirare talenti, a cui già offre il programma Horizon Europe con una potenza di fuoco di 93 miliardi. (riproduzione riservata)