No a un profilo esterno. Ubs si affiderà a un manager interno per il post Sergio Ermotti, il ceo che sta guidando la fusione con Credit Suisse. La banca svizzera prevede di stilare una lista dei potenziali candidati interni già nel 2025: la rosa dei successori dell’attuale amministratore delegato dovrebbe essere formata da tre profili, tutti membri dell’attuale consiglio esecutivo.
A loro il compito di guidare il gigante nato dall’integrazione. Dopo l’acquisizione di Credit Suisse la banca è finalmente tornata all’utile: il primo trimestre del 2024 si è chiuso con un profitto di 1,8 miliardi di dollari.
La lista stilata da Ubs dovrebbe comprendere Iqbal Khan, responsabile della gestione patrimoniale, la divisione più importante dell’istituto svizzero. Gli altri papabili sono Rob Karofsky, capo della banca d’investimento, e Bea Martin, che supervisiona l’unità non-core e legacy, quella responsabile della cessione e della liquidazione delle parti di Credit Suisse prive di interesse. L’ultima possibile candidata è Sabine Keller-Busse, capo delle attività svizzere.
Ubs ha richiamato Ermotti poco dopo aver annunciato il salvataggio della rivale svizzera. L’ad, che ha 64 anni, aveva accettato l’incarico per un periodo – precisa il Financial Times – compresso tra i tre e i cinque anni. Al ceo è stato affidato il compito di supervisionare il processo di integrazione e di creare una strategia di crescita per il gigante nato dalla fusione.
Il matrimonio è stato orchestrato dalle autorità svizzere, le stesse che ora vorrebbero imporre a Ermotti dei maggiori aggravi patrimoniali per completare il processo di fusione. (riproduzione riservata)