Inflazione al galoppo, bollette alle stelle, minaccia di recessione economica. Più che sufficiente per spaventare gli italiani e magari raffreddare i consumi in vista di un inverno complicato A fare le spese di tutto questo potrebbe essere anche la casa, per colpa soprattutto di mutui rincarati dall'1% al 3,5-4%. E che rischiano di salire ancora. Reduce però da un 2021 davvero brillante grazie al rimbalzo post pandemia e appunto ai tassi ai minimi storici, il mercato residenziale per ora sta tenendo botta: ottimo l'andamento del primo trimestre e molto buono anche il secondo, sia in termini di compravendite sia di trend dei prezzi, come appena reso noto dai bollettini periodici di Agenzia delle Entrate e Istat. Insomma la casa continua a confermarsi come l'investimento più amato dagli italiani, anche se al momento il timore è che incertezza e caro mutui finiscano per frenare il mercato. Ma oltre che dagli italiani, la casa è anche molto amata dai partiti. Come da tradizione, tutti o quasi l'hanno infatti inserita nei programmi elettorali, anche se si tratta di un tema poco strillato. Se ne parla poco in talk show, comizi, social network nel senso che non ha rivestito il ruolo primario dei tempi per esempio dell'abolizione dell'Ici (poi diventata Imu), cavallo di battaglia prima di Silvio Berlusconi, poi di Matteo Renzi. Ma ben diversi rispetto al passato sono anche i temi, secondo quanto emerge da un'analisi dei programmi stilata da Casavo, piattaforma digitale per il mercato residenziale: quasi assente il tema case popolari, mentre largo ad agevolazioni di tutti i tipi su mutui, fiscalità, ristrutturazioni e oneri in genere.
Una nota a parte merita poi il tema giovani, trasversale a tutte le forze politiche, che puntano ad agevolare la categoria, nel comprare e finanziare l'acquisto immobiliare o a sostenere l'affitto, anche nel caso di lavoratori precari. In altre parole i messaggi politici odierni non vertono sul «diamo una casa a tutti, specie alle fasce più deboli», ma «aiutiamo tutti a comprarsela o a ristrutturarla al meglio. E, se possibile, diminuendo anche il carico fiscale». In ogni caso ogni partito ha inserito nel programma temi cui in passato aveva già dedicato attenzione: riduzione delle imposte sull'acquisto della casa per Forza Italia che, insieme alla Lega, prende di nuovo di mira anche l'Imu, da abbassare anche se è già stata eliminata per l'abitazione principale. E poi edilizia residenziale pubblica, case popolari e sostegno all'affitto per PD, Sinistra Italiana/Verdi e M5S. A sorpresa solo Lega e M5s fanno cenno al Superbonus 110, da prorogare, mentre tutti garantiscono mutui agevolati e sostegno ai giovani. «La buona notizia comunque è che l'argomento casa sia nell'agenda di tutti i partiti, proprio perché in Italia rappresenta un simbolo di realizzazione, un obiettivo cui tendere, come dimostra la quota di proprietari, intorno all'80%, tra le più alte al mondo», spiega Victor Ranieri, country manager Italia di Casavo.
Ecco più in dettaglio i piani di ciascuno, suddivisi per coalizione e partito. Partendo dal Centrodestra, la coalizione ha pubblicato un programma unitario che riassume le proposte elettorali dei partiti che ne fanno parte, Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati. Rimane quindi generale, accennando solo al potenziamento delle agevolazioni per l'accesso al mutuo prima casa per le giovani coppie. Più dettagliati invece i programmi dei partiti della coalizione. Fratelli d'Italia, nelle sezioni «Sostegno a natalità e famiglia» e «Largo ai giovani», inserisce per esempio alcune proposte sul tema: destinare maggiori risorse al Fondo di garanzia per l'acquisto della prima casa per giovani coppie di lavoratori precari. Boccia poi nuove tasse sulla prima casa e propone anzi di defiscalizzare i primi 100mila euro per l'acquisto della prima casa. Propone infine l'impignorabilità della prima casa, salvo mancato pagamento del mutuo. Revisione dell'Imu invece per la Lega che vuole ridurne via via il carico. Propone anche una proroga del Superbonus anche dopo il 2023, senza dimenticare i giovani con un bonus per l'acquisto della prima casa. Il taglio delle tasse resta il cavallo di battaglia di Forza Italia, a partire dall'eliminazione dell'Imu per gli immobili occupati o inagibili. Grande attenzione però anche al rilancio del mercato immobiliare introducendo una tassazione unica al 2% per l'acquisto prima casa, mentre oggi chi acquista dal costruttore è soggetto al 4%. E infine mutui e prestiti agevolati per i giovani.
Giovani in cima alla lista anche per la coalizione di Centrosinistra. Il Partito Democratico per esempio parte da un piano per la realizzazione di 500mila alloggi popolari nei prossimi 10 anni, cui aggiunge l'avvio di politiche abitative per gli under 35, tale da incentivarli ad acquistare casa o sostenerli nelle spese di affitto. Anche per SI/Verdi è centrale il tema edilizia residenziale pubblica e ristrutturazione di case popolari. Per la stessa ragione fa accenno al tema degli affitti brevi, da limitare nelle grandi città perché riducono l'offerta a fini abitativi in favore del turismo. Anche Impegno civico fa cenno ai giovani in Italia, agevolando l'acquisto di una casa a chi iniziato un percorso lavorativo.
Ricco il programma del Movimento 5 Stelle, con un piano di edilizia residenziale pubblica, mutui agevolati prima casa più il cosiddetto Mutuo Salva casa, per permettere ai sovra indebitati, con l'abitazione oggetto di procedure esecutive, di riacquistarlo tramite mutui a lungo termine agevolati dallo Stato. Prevede inoltre la stabilizzazione dei bonus edilizi così da aiutare la pianificazione degli investimenti sugli immobili. Taglio hi-tech infine per il Terzo Polo (Azione e Italia Viva), che punta su gestione digitale permessi e programmazione edilizia, smart building e digitalizzazione del catasto. In aggiunta previsti supporto all'autonomia abitativa degli studenti fuori sede e riduzione dell'Imu per gli italiani all'estero. (riproduzione riservata)