Tutti hanno parlato del motore elettrico. Ma la vera rivoluzione di Ferrari Luce è un’altra
A un mese dalla presentazione, Ferrari Luce continua a far discutere. Non solo per i suoi 1.050 cavalli elettrici, ma per una visione completamente nuova di ciò che una Ferrari può diventare
Con un solo modello, a Maranello archiviano Leibniz, Linneo, Darwin e tutte le teorie evolutive. Qui la natura non compie salti. Ferrari Luce è un balzo nel futuro.

Non a caso il ceo Benedetto Vigna l’ha definita: «Un nuovo capitolo della nostra storia». Guardando avanti: che una nuovissima, futuribile auto del Cavallino si chiami così evoca la fisica, immaginandone l’omonima velocità, o la fantascienza con il salto nell’iperspazio. Prima o poi sarebbe successo. Ferrari l’ha capito e ha dimostrato di avere coraggio. Tanto.
Il coraggio di studiarla, progettarla con soluzioni di altissima tecnologia esclusive, pensate da zero e prodotte internamente. E il grande coraggio di realizzarla, andando avanti mentre altri marchi prestigiosi rinunciavano o rinviavano le tempistiche. Benedetto Vigna prosegue così: «Siamo convinti che un’azienda dimostri la sua leadership quando ha il coraggio di osare e affrontare la sfida delle nuove tecnologie. Ferrari Luce nasce proprio da questa sfida, offrendo un’inedita visione dell’elettrificazione».

Un coraggio che, prima ancora di addentrarsi nella tecnologia, si concentra sul design. Esterno e interno, è uno degli enormi balzi di pensiero compiuti con Luce. Ne parla Flavio Manzoni, responsabile dello stile: «Contaminazioni provenienti da altri settori, fuori dalle convenzioni del linguaggio del car design, con forme levigate molto pure in cui si possono ravvisare congiunzioni tra il mondo dell'automobile e l’hi-tech».

Un’operazione realizzata creando un piccolo gruppo del centro stile a supporto di LoveFrom, team che loro stessi tengono a definire «collettivo di designer», dove i fondatori Marc Newson e Sir Jonathan Paul Ive (dal 1997 al 2019 a capo del design di Apple) hanno interagito con Maranello. Aggiunge Manzoni: «L’auto doveva essere diversa: l’operazione intrapresa ha portato all’esplorazione di territori alternativi, lasciando al designer la libertà di concepire forme fuori dagli schemi. Disruptive, come la tecnologia che l'ha ispirata».

Le forme futuribili vanno metabolizzate: appassionati e clienti vedono un’auto oggi, mentre chi l’ha disegnata scrutava il futuro. La personalità non manca alla neonata elettrica, sebbene al lancio non sia apparsa elettrizzante per tutti, anzi...
Se sapere che la carrozzeria è ispirata al guscio degli iPhone non sarà di seduzione universale, vanno riconosciuti gli elementi di estrema pulizia, come il frontale, accanto ad altri che seguono la pura funzionalità: come le aperture sulle portiere anteriori, quasi brutaliste. Altri ancora omaggiano grandi icone del passato Ferrari: la coda, con l’insieme delle luci, è tra gli elementi più riusciti.

John Elkann avrebbe inteso guardare ai nuovi clienti. Che non mancheranno: al di là dei gusti, la nuova Ferrari Luce è potentissima: 1050 cavalli in modalità launch control, 990 Nm di coppia massima, quattro motori e innovative tecnologie proprietarie (oltre 60 i brevetti), anche derivate dalle corse; architettura elettrica a 800 Volt, batterie da 122 kWh (made in Maranello) ricaricabili fino a 350 kW (anche se c’è chi va oltre), con autonomia di 530 km. Dati in corso di omologazione, come lo 0-100 in 2”5, lo 0-200 in 6”8 e la velocità massima di 310 km/h. Performance che Benedetto Vigna commenta così: «Abbiamo dato vita a una vettura che coniuga emozioni uniche con prestazioni, piacere di guida e comfort straordinari per i ferraristi di oggi e di domani».

Prestazioni importanti, per un’auto con un prezzo non da meno: attorno ai 550 mila euro. Luce ha cinque posti, è lunga oltre cinque metri, larga due e alta poco più di uno e mezzo, con un bagagliaio di quasi 600 litri e un peso totale di 2260 kg. Gli interni? La prima impressione è quella di una dream car anni 60: semplicissima, molto ben rifinita, con strumentazione analogica inserita in pannelli separati, tra quella davanti al bel volante a tre razze in pelle e metallo e quella centrale, più raccolta.

Il tutto, lasciando spazio alla vista e al tatto, grazie alla pulizia dello stile e, naturalmente, alla qualità dei materiali. Dettagli nuovi che, sotto traccia, riportano alle origini del marchio, come i pulsanti meccanici e l’interfaccia dalle promesse allettanti. Una nuova visione che si affianca a motori termici e plug-in hybrid: per un nuovo capitolo Ferrari.(Riproduzione riservata)
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