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Tutta tech e verde

di Tancredi Cerne
Milano Finanza - Numero 185 pag. 59 del 18/09/2021

La casa cambia pelle e cambia prezzo. Se è vero che oltre il 50% delle famiglie italiane sembra pronta a cambiare la propria abitazione entro i prossimi due anni, è vero anche che il processo di acquisto appare oggi proiettato sempre più verso prodotti ben diversi rispetto alla abitazione di tipo tradizionale. Complice il nuovo modo di vivere e di lavorare ereditato dalla pandemia, la nuova casa dei sogni è sempre meno un posto dove trascorrere solo il week end e le serate di ritorno dall'ufficio e sempre più un ambiente da vivere in ogni momento della giornata, sfruttando gli spazi per lavorare, cucinare, rilassarsi o per momenti di convivialità. Il tutto, con un denominatore comune: tanta tecnologia e attenzione all'ambiente. La fotografia scattata da Abitare Co e Scenari Immobiliari non lascia spazio ad alcun dubbio: gli acquirenti, d'ora in avanti, saranno disposti a remunerare alcuni servizi divenuti sempre più importanti nelle scelte di investimento. In cima a tutti, la presenza di uno spazio esterno, terrazzo o giardino condominiale attrezzato, indicato come necessario dal 78% delle famiglie che hanno partecipato all'ultima ricerca realizzata da Scenari Immobiliari. Seguono i servizi di portineria (52%), quelli di sicurezza (25,8%), mentre il 23,5% delle famiglie sembra disposto a spendere di più per una nuova abitazione purché sia presente un'area fitness e wellness dove tenersi in forma. «L'interesse per la casa resta prioritario per le famiglie italiane ma emerge prepotente l'attenzione per un prodotto nuovo, ricco di servizi integrati e ad alta efficienza energetica», sottolinea Giuseppe Crupi, numero uno di Abitare Co. Come si coniugherà, dunque, questa lista di richieste provenienti dal mercato con il modello tradizionale di abitazione a cui siamo abituati?

«Lo sviluppo del settore residenziale nel prossimo decennio sarà inevitabilmente legato all'offerta da parte del mercato di forme evolute di abitazioni, studentati, short-term-rent, co-living e co-housing, multifamily e build to rent, con servizi e tagli di alloggi diversificati per ospitare i giovani e i diversi tipi di famiglie, e di senior housing per offrire luoghi di condivisione e servizi ad anziani autosufficienti che non vogliono rinunciare all'autonomia», spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari. Tutti edifici costituiti da cellule abitative e completati da servizi che dovranno variare in relazione al tipo di residenza. «Queste rappresentano il minimo comun denominatore che l'offerta di case del futuro dovrà offrire e in quest'ottica la scelta di locazione gestita presenta vantaggi innegabili: flessibilità, accesso a servizi altrimenti fuori budget per la maggior parte degli utenti, possibilità di abitare in contesti nei quali sarebbe impossibile comprare casa, oltre ovviamente all'assenza di spese di manutenzione straordinaria», continua Breglia. Si tratta certamente di un processo lungo che comporterà risvolti sociali prima ancora che economici. Ma la traiettoria sembra ormai chiara e la linea di indirizzo ben marcata. Tornando all'attualità, invece, l'analisi di Scenari Immobiliari e Abitare Co ha mostrato un andamento ancora marcatamente tradizionale nell'approccio delle famiglie italiane al mercato della casa. Basti pensare che il 60% della domanda residenziale continua a essere dominato dal desiderio di miglioramento abitativo. Il 20% circa dalla necessità o dal desiderio di abbandonare la locazione per indirizzarsi verso l'acquisto di una casa, mentre quasi il 15% delle intenzioni di acquisto sono legate a una volontà di investimento nel mattone, sia per sé che per i propri figli. Si tratta di una componente in forte calo negli ultimi due anni a causa dell'incertezza sul modello di vita che caratterizzerà il mondo post covid.

In questo scenario una cosa è certa tuttavia: gli italiani vogliono sempre più acquistare immobili di qualità, all'avanguardia tecnologica, realizzativa e con materiali a basso impatto ambientale oltre che dotati dei sistemi più innovativi per la riduzione dei consumi e per il risparmio energetico. «Una più ampia diffusione di queste nuove forme dell'abitare avrà ricadute positive sui valori di vendita e i canoni di locazione, con quote di incremento eterogenee in relazione agli specifici contesti territoriali e di mercato», spiegano gli esperti di Scenari e Abitare Co. A partire da Milano, unica città italiana costellata già di esempi concreti e reali di case del futuro su cui poter ipotizzare una riflessione sull'impatto in termini di valore. Gli analisti sono arrivati a stimare infatti l'incremento potenziale dei canoni di locazione di mercato attribuibili a questa tipologia di abitazione rispetto a quelle tradizionali. Nelle zone centrali della città, il costo di un appartamento in affitto in un condominio 4.0 dovrebbe presentare un valore superiore del 9% circa rispetto a una casa abituale, mentre in periferia il divario potrebbe arrivare fino a un + 11,5%. Situazione molto simile anche in termini di valore dell'immobile. Nel centro città il costo delle case di nuova generazione appaiono superiori del 9,5-10% rispetto a quelle tradizionali, con punte anche del +12% in corrispondenza dell'anello semicentrale. (riproduzione riservata)



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