Troppo giovane per entrare? Ora in Europa a certificarlo è un’app.
A luglio l’Unione europea lancerà, infatti, una nuova applicazione per la verifica dell’età, creando uno strumento che consentirà potenzialmente un controllo più rigoroso delle norme che impongono alle piattaforme online di proteggere i minori online.
L’app potrà verificare l’età tramite documenti ufficiali (come carte d'identità o passaporti) oppure connettendosi ad altre app che già effettuano questo tipo di controllo, come quelle bancarie.
Fornirà poi un’attestazione dell’età dell’utente che può essere collegata a social media o siti per adulti. Si tratta di una soluzione ponte fino all'arrivo dei portafogli d’identità digitale europei (Eudi), previsti entro fine 2026.
Il codice pubblicato, completamente open source, è una «cassetta degli attrezzi» che i provider potranno integrare liberamente ai loro servizi. L'app si basa su due standard Iso compatibili con i futuri portafogli digitali. A realizzarla, grazie a un appalto da 4 milioni di euro, sono stati gli svedesi di Scytáles e Deutsche Telekom.
L’Ue non ha imposto alcun requisito di verifica dell’età sulle piattaforme online, ma ha imposto obblighi di legge ai siti che si rivolgono ai minori o gestiscono contenuti pornografici o dannosi.
«La protezione dei minori è per noi una priorità molto importante e intraprenderemo ulteriori azioni in tal senso», ha dichiarato al Financial Times Henna Virkkunen, responsabile della tecnologia dell’Ue, aggiungendo di aspettarsi maggiori sforzi da parte dei giganti dei social media.
Il politico finlandese ha esortato le aziende tecnologiche ad adottare volontariamente misure efficaci per proteggere i bambini, anziché aspettare che intervengano i governi e lasciarli soggetti a regimi diversi in tutto il mondo.
«Sarebbe inoltre molto positivo, dal punto di vista della piattaforma, se creassero un tipo di progettazione con un livello molto elevato di sicurezza, privacy e protezione per i minori», ha affermato.
Bruxelles vuole inoltre adottare misure aggiuntive per garantire che gli account dei bambini vengano impostati come privati per impostazione predefinita, in modo da ridurre i rischi di contatti indesiderati da parte di sconosciuti e arginare la progettazione di piattaforme che creano dipendenza.
Meta e TikTok sono già sotto inchiesta per i loro design potenzialmente assuefacenti e per i cosiddetti «effetti rabbit-hole»: indagini che potrebbero comportare multe se le aziende non rispettassero le norme dell’Ue.
«Molte piattaforme online utilizzano un design che crea dipendenza», ha affermato Virkkunen. «I minori usano queste app ore e ore, passano l’intera giornata sui dispositivi mobili. Naturalmente, questo ha un impatto sul loro benessere».
Nonostante le tensioni transatlantiche sulla regolamentazione digitale, tra cui le minacce di Bruxelles di prendere di mira le esportazioni tecnologiche statunitensi se i colloqui commerciali con Donald Trump fallissero, la tutela dei minori è un ambito su cui Washington e Bruxelles concordano, ha affermato Virkkunen.
Durante un recente viaggio a Washington, ha parlato di sicurezza online con i dirigenti delle grandi aziende tecnologiche e con funzionari statunitensi. «Anche negli Stati Uniti si discute molto sulla tutela dei minori, e lo stesso vale per altri Paesi del mondo», ha affermato Virkkunen. «Ora è una priorità assoluta».
All’inizio di questa settimana la Commissione europea ha annunciato anche l’avvio di un’indagine su quattro importanti siti web di contenuti per adulti (Pornhub, Stripchat, XNXX e XVideos) per timore che le misure di verifica dell’età online non riescano a proteggere i minori. (riproduzione riservata)