La società di soluzioni digitali per l’immobiliare Tecma, quotata a Milano sul segmento Egm, ha chiuso i primi sei mesi del 2026 pagando, in termini di fatturato, «lo stallo dei mercati di Milano e Dubai», spiega a Milano Finanza l’ad Pietro Adduci, ma «ha dimostrato di saper resistere» e ora è pronta «a esportare le sue tecnologie in altri due mercati europei», che si aggiungeranno a quello italiano, statunitense ed emiratino.
Il semestre di Tecma, si è concluso con ricavi in calo del 15,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, a 5,4 milioni. Il business di Tecma si fonda su due direttrici: gli abbonamenti alla sua piattaforma software-as-a-service e la vendita di prodotti specifici legati a singole operazioni immobiliari. Mentre «il gruppo ha confermato la solidità del proprio modello industriale, incrementando la base clienti», con ricavi da licenze per 640 mila euro (+7,9%), è la seconda linea di business, nonché quella più remunerativa (80% dei volumi), ad aver sofferto per «il minor numero di transazioni a causa del blocco dei cantieri a Milano e del rinvio di molte operazioni a Dubai a causa delle tensioni geopolitiche».
L’ebitda consolidato, che sconta la mancata capitalizzazione del costo del personale, è di 250 mila euro. In miglioramento del 71%, sebbene ancora in negativo, l’ebit, che si attesta a -210 mila euro, mentre un anno fa era in rosso di 740 mila. Tecma riduce così la perdita del 34% a 590 mila euro dai 900 mila euro dello stesso periodo del 2025.
L’assemblea, il 7 settembre, ha conferito al cda la delega per un aumento di capitale di 6 milioni di euro in cinque anni. Per Adduci significa «un cambio sostanziale tra il periodo post ipo (a fine 2020, ndr), che mirava all’internazionalizzazione, e quello attuale, che punta al consolidamento dei mercati», una strategia industriale che sta premiando: «In Italia tutti i maggiori operatori immobiliari utilizzano i nostri prodotti», come interfacce digitali per l’e-commerce o i software per i modelli 3D, «e seguiamo transazioni per 30 miliardi di euro a livello globale».
L'operazione di aumento di capitale «sosterrà la progressiva evoluzione verso un modello saas AI-based e permetterà di incrementare il rendimento dell’infrastruttura già realizzata», dice Adduci, che sottolinea i vantaggi dell’intelligenza artificiale, che Tecma ha integrato dal 2020 nei propri processi produttivi, tanto da registrare un brevetto per una tecnologia usata nell’e-commerce agentico, ossia un sistema che autonomamente gestisce ordini e preventivi. «Il 90% del nostro codice è scritto dall’AI: a parità di numero di dipendenti la produttività è migliorata moltissimo». Il prossimo passo è usare l’intelligenza artificale «per migliorare l’esperienza dell’utente».
Un aspetto fondamentale, considerata la paura dei mercati verso le società produttrici di software dopo la diffusione massiva dell’AI agentica. «Tutte le società di software che hanno integrato l’AI hanno visto migliorare i loro risultati: il timore dei mercati non si è riflesso nella realtà operativa delle aziende. Sul sentiment di mercato, si nota ancora tanta irrazionalità o comunque tanto hype attorno al tema AI e software». (riproduzione riservata)