Il turismo religioso si conferma uno dei segmenti più dinamici dell'industria turistica internazionale. Secondo le stime del settore, ogni anno coinvolge oltre 300 milioni di pellegrini e viaggiatori e genera un impatto economico superiore ai 18 miliardi di euro, grazie ai flussi diretti verso santuari, cammini spirituali, luoghi della fede e itinerari di turismo culturale. Il comparto produce ricadute sull’intera filiera turistica, dalla ricettività alla ristorazione, dai trasporti ai servizi, contribuendo anche alla destagionalizzazione dei flussi e alla valorizzazione delle aree interne.
Accanto alla dimensione economica, il turismo religioso mantiene una forte componente culturale e spirituale, favorendo la conoscenza dei territori, l'incontro tra comunità e la salvaguardia del patrimonio religioso e storico.
In questo contesto, la World Religious Tourism Network ha rivolto un appello al ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, chiedendo l’istituzione di una struttura permanente dedicata al comparto, con funzioni di coordinamento delle politiche nazionali, sviluppo dei cammini religiosi e valorizzazione delle destinazioni.
La richiesta arriva mentre la rete internazionale consolida la propria presenza in Italia con l’ingresso dell’Area Sud della Basilicata, iniziativa che punta a rafforzare il ruolo del Mezzogiorno nello sviluppo del turismo religioso e sostenibile. La World Religious Tourism Network è oggi presente in 18 Paesi e ha recentemente esteso la propria attività anche a Perù e Messico.
Sul piano internazionale, il 10 luglio si è concluso a San Salvador il Congresso “Tierra de Fe Viva”, promosso dal Tourism and Society Think Tank attraverso la World Religious Tourism Network e patrocinato dal Ministero del Turismo di El Salvador. Al termine dei lavori è stata approvata la Dichiarazione di San Salvador, che definisce le priorità del settore per il triennio 2026-2028: tutela dei luoghi sacri, sostenibilità delle destinazioni, contenimento dell'eccessiva commercializzazione delle mete di pellegrinaggio e rafforzamento della cooperazione internazionale.
Secondo Biagio Maimone, coordinatore per l’Italia della World Religious Tourism Network, il comparto rappresenta una leva di sviluppo economico e territoriale ma richiede anche un quadro istituzionale stabile. «È necessario preservare con forza l’autenticità dei luoghi di fede e dei percorsi spirituali, difendendo il turismo religioso da ogni forma di mercificazione, sfruttamento o riduzione a mera logica commerciale», ha dichiarato nel corso di una conferenza dedicata al ruolo del turismo nel sistema delle imprese, svoltasi a Milano. (riproduzione riservata)