Nel 2024 il turismo ha toccato un nuovo record, raggiungendo quota 458 milioni di presenze turistiche. Lo ha sottolineato la premier Giorgia Meloni in un videomessaggio inviato agli Stati Generali di Federturismo.
Altro risultato storico è che l’Italia ha superato per la prima volta la Francia in turismo ed è seconda solamente alla Spagna. Inoltre, nota la presidente, «crescono i turisti stranieri, aumenta la presenza nelle strutture alberghiere, sale la spesa pro-capite». Tutti indicatori di un sistema turistico che «è tornato dinamico e in salute, e che ha le carte in regola per raggiungere nuovi traguardi». Anche perché c’è «tanta fame d’Italia in Europa, c’è tanta fame d’Italia nel mondo ed è nostro preciso compito lavorare per soddisfare sempre di più questo desiderio, lavorando con quella stessa determinazione, competenza e passione che ci contraddistinguono da sempre e che ci rendono così apprezzati e così stimati».
Al turismo italiano, secondo la leader di FdI, è stata restituita «quella centralità che per troppi anni le era stata negata e così è diventato ancor di più un motore di sviluppo, di occupazione, di benessere di questa Nazione».
Come? Attraverso, spiega Meloni, la realizzazione del primo Piano strategico del turismo, sfruttando i fondi del Pnrr «per riqualificare l’offerta turistica, dando così modo in particolare alle piccole e medie imprese di migliorare le strutture e offrire una ricettività di maggiore qualità». Nondimeno «abbiamo scelto anche di puntare sulla destagionalizzazione, perché è la chiave per avere un turismo sempre più dinamico in ogni momento dell’anno e sempre più diffuso sul territorio» e «stiamo lavorando per valorizzare le tante forme in cui si declina quello che si definisce turismo esperienziale, dalle strade del gusto nel patrimonio enogastronomico agli affascinanti itinerari che sono legati ai cammini religiosi e ai luoghi della fede».
Non sono mancate poi riforme «non più rinviabili», le ha definite la premier, come quella per difendere la specificità tutta italiana delle guide turistiche o il provvedimento contro l’abusivismo nell’ospitalità extra-alberghiera.
Con la normativa sugli affitti brevi, ha spiegato la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, «abbiamo cercato di tenere insieme due pilastri fondamentali: da una parte la proprietà privata, che per noi è sacra, e dall'altra la necessità di far emergere il sommerso e i dati del Cin, il codice identificativo nazionale» delle strutture per affitti brevi «ci restituiscono questa fortografia quindi sicuramente è stata una cosa positiva». Perché «ben vengano» gli affitti brevi, soprattutto dove mancano alberghi come nei piccoli borghi, «ma non devono fare concorrenza sleale» alle altre strutture ricettive ha aggiunto la ministra.
Secondo Santanchè però bisognerebbe pensare «come poter cambiare il fatto che il turismo è una materia concorrente tra governo e regioni», motivo per cui «da quando c'è questo governo, abbiamo un tavolo permanente aperto con tutte le regioni, con gli assessori che incontriamo mensilmente per scambiarci punti di vista e per essere in sintonia».
Sui numeri record incide sicuramente l’apporto del turismo estero. Come rileva Enit, tra marzo e maggio 2025, gli arrivi aeroportuali complessivi in Italia dall’estero sono previsti in aumento del +4,5% rispetto al medesimo trimestre 2024 (6,8 milioni contro i 6,5 milioni). Il 28,4% di questi flussi è atteso a Roma, sulla scia dell’effetto Giubileo: da notare come, infatti, nel Lazio, in Umbria e nelle Marche il 30% delle imprese associ la crescita della propria clientela all’Evento Giubilare, che sembra confermare il proprio valore in termini di attrattività turistica, grazie al combinato con le festività di primavera.
I primi cinque mercati di provenienza per trascorrere le festività in Italia sono Regno Unito, con una quota parte del 15,1%, Germania con il 10,3%, Stati Uniti con l’8,7%, Francia con l’8,8% e Spagna con il 7,7%. Quasi il 10% delle partenze verso le mete italiane sono intorno al 17 aprile, a ridosso del weekend pasquale; numeri che confermano l’attrattività dell’Italia, che ancora una volta supera nelle scelte dei turisti i competitor francesi: l’Italia registra, infatti, quasi 7 milioni di arrivi contro i 4,5 previsti negli scali aeroportuali transalpini. (riproduzione riservata)