Il Pnrr rischia di incagliarsi sulla capacità di spesa e di attuazione dei progetti. E il turismo, dove incide maggiormente l’efficienza della rete dei trasporti e delle infrastrutture, è uno dei principali beneficiari degli investimenti. Per rinnovare strade, ferrovie e trasporti ma anche per la digitalizzazione dei processi e la spinta verso la sostenibilità dei consumi.
Ma la macchina amministrativa sembra incapace, ferma al secolo scorso, e non è in grado di realizzare i piani di ammodernamento previsti sulla carta per quello che è uno dei settori che ha contribuito alla crescita del pil durante la ripresa delle attività economiche nel corso dell’ultimo anno. L’accoglienza, con l’indotto, è considerata uno dei principali motori che traina il flusso dei consumi e degli investimenti collegati.
Solo il 17% dei fondi complessivi del Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza è stato messo a bando e lo stesso ministro degli Affari Europei con delega sul Pnrr Raffaele Fitto ha annunciato un’azione di recupero dei tempi che va nella direzione di ottenere presto risposte attuative.
Molti sindaci chiedono risorse ma prima bisogna avere la capacità di gestione. I tempi saranno rispettati solo se c’è un coordinamento e una condivisione non solo degli obiettivi ma anche delle responsabilità dei soggetti coinvolti. Ne è convinto Francesco De Carlo, sindaco di Alberobello e vice presidente Unesco Sud e Isole, promotore degli Stati generali del Turismo e della Cultura previsti nei giorni 25, 26 e 28 gennaio.
L’iniziativa di mettere insieme attorno allo stesso tavolo gli amministratori, il governo e le organizzazioni sindacali richiama un modello che fa riferimento a molte città europee, dove c’è un coordinamento su progetti comuni.
«Se volessimo realizzare una nuova linea di trasporti per collegare l’aeroporto di Bari con l’area della Valle dell’Itria, di fatto, ci direbbero di no. Tanti soggetti e tante autorizzazioni da portare all’infinito le scadenze», dice De Carlo a Milano Finanza. «Ma se ognuno sottoscrive lo stesso progetto comune sarà più evidente anche la ripartizione dei compiti».
Che cosa deve succedere per sbloccare le risorse? «Le norme che regolano le procedure non sono cambiate e non devono essere cambiate. Noi chiediamo che ci debba essere un facilitatore. Uno strumento può essere la Conferenza dei servizi. Chiediamo che si segua lo spirito e l’esempio della ricostruzione del Ponte Morandi. Ci si deve sedere attorno a un tavolo con la Città metropolitana, la Regione, i ministeri e decidere cosa fare ognuno per la propria parte. Il Pnrr richiede dei tempi insostenibili per le attuali condizioni in cui versano le procedure delle amministrazioni».
L’Italia è tornata ad essere, dopo la Cina, il primo Paese al mondo per siti Unesco ma non ha, soprattutto al Sud, le stesse risorse e non ha soprattutto la leva organizzativa e decisionale necessaria. De Carlo, che è stato membro di Pugliapromozione, l’agenzia di promozione turistica della Regione Puglia, e assessore del comune di Alberobello dal 1994 al ‘98, ha contribuito al riconoscimento della Città dei Trulli a patrimonio Unesco.
«Gli esecutori del Pnrr – spiega De Carlo, sono i Comuni, ma i Comuni non sono organizzati, non hanno le risorse necessarie per eseguire i progetti nei tempi previsti. Consideriamo una città come Alberobello, se la Sovrintendenza non risponde alle nostre richieste cosa succede? Per queste considerazioni, e non solo, abbiamo promosso gli Stati Generali, invitato ministri e sottosegretari ma anche dieci sindaci della nostra area per mettere insieme i nostri obiettivi comuni. La Puglia è cresciuta molto tra le mete del turismo ma adesso vogliamo aggiungere qualità all’offerta. E soprattutto vogliamo avere una visione per il futuro da realizzare. Siamo contrari al fatto che per le diverse aree dell’Italia ci debba essere una tempistica diversa. Ho scritto su questo punto anche al presidente Mattarella».
Alberobello ha messo in cantiere progetti per circa 4 milioni di euro per i quali ha ricevuto già il via libera. Ed anche coinvolto in uno di Poste Italiane. La Città dei Trulli ospiterà gli Stati generali del Turismo e della Cultura in una tre giorni con le istituzioni, gli enti locali e gli operatori del settore. Si parlerà di governance, formazione professionale, sviluppo occupazionale e dei trend di gradimento per il turismo outdoor, lo slow tourism, turismo accessibile ed enogastronomico. (riproduzione riservata)