Gli Stati Uniti hanno ordinato il ritiro di 5.000 soldati dalla Germania nell'arco del prossimo anno, dando seguito alle minacce del presidente Donald Trump di ridurre la presenza militare americana nel Paese, mentre le tensioni geopolitiche si intensificano a causa della guerra in Iran.
L'ordine è stato impartito dal segretario alla Difesa Pete Hegseth. Secondo dati militari americani di metà aprile, sono 86.000 i militari statunitensi attualmente dispiegati in Europa, di cui 39.000 in Germania — numeri che variano costantemente per via delle rotazioni e delle esercitazioni militari. Come riferisce il New York Times citando funzionari rimasti anonimi, la decisione riporterà le forze americane in Europa ai livelli del 2022, prima che la Russia desse il via alla guerra in Ucraina.
Un portavoce della Nato ha dichiarato che l'alleanza sta cercando di avere dettagli sulla mossa americana, aggiungendo che la decisione di Washington sottolinea la necessità per l'Europa di continuare a investire di più nella propria difesa. L'alleanza rimane fiduciosa nella capacità di garantire deterrenza e difesa, mentre prosegue il percorso verso un'Europa più forte all'interno di una Nato più forte, ha aggiunto il portavoce.
La disputa sui livelli di truppe in Germania arriva anche mentre Trump ha annunciato l'innalzamento dei dazi sulle auto e i veicoli commerciali provenienti dall'Unione Europea al 25%, una misura che avrà un impatto forte sui costruttori automobilistici tedeschi.
Il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha dichiarato in una nota che la decisione «segue una revisione approfondita delle forze in Europa ed è dettata dalle esigenze di teatro operativo», precisando che «il ritiro dovrebbe essere completato nei prossimi sei-dodici mesi». Il Pentagono non ha risposto a domande se il personale verrà riposizionato in Europa e se la riduzione riguarda forze in rotazione o di stanza permanente.
La decisione sarebbe effetto della frustrazione del presidente nei confronti degli alleati europei, che non accolto accolto i suoi appelli a fare di più per sostenere gli Stati Uniti e Israele nella guerra contro l'Iran. Mercoledì Trump aveva dichiarato di stare esaminando le truppe in Germania con l'intenzione di ridurne il numero. L'annuncio era arrivato pochi giorni dopo che il cancelliere tedesco Friedrich Merz aveva messo in discussione la gestione della guerra in Iran da parte di Trump con toni insolitamente duri, affermando che l'amministrazione stava subendo una «umiliazione».
Gli Stati Uniti hanno fatto affidamento sulla loro vasta rete di basi e altre strutture in Germania, eredità della Guerra Fredda, per preparare e condurre le operazioni contro l'Iran.
L'ordine di Trump incontrerà probabilmente l'opposizione del Congresso. Il suo precedente tentativo di ritirare le truppe dalla Germania nel 2020 fu bloccato dall'opposizione parlamentare. Il senatore Jack Reed del Rhode Island, il principale democratico della Commissione per i Servizi Armati, ha dichiarato che il presidente «dovrebbe immediatamente invertire questa decisione sciocca. Ritirare migliaia di soldati americani da una delle nostre posizioni strategiche nel mezzo di una guerra è un grave errore che avrà ripercussioni ben oltre questo momento».
La mossa rappresenta l'ennesima sfida di Trump alla Nato, che ha accusato di non fare abbastanza per finanziare la difesa. Di recente, ha minacciato di annettere la Groenlandia, sotto la guida della Danimarca, e ha attaccato gli alleati per non aver fatto di più nella campagna contro l'Iran. Trump si è poi scontrato con Merz sulle guerre in Iran e in Ucraina e sul futuro della Nato. Al tempo stesso, Merz ha guidato un massiccio aumento della spesa per la difesa tedesca, raccogliendo elogi da parte dei funzionari americani. Tuttavia, le recenti dichiarazioni di Merz secondo cui gli Stati Uniti mancavano di una strategia per la guerra hanno scatenato l'ira di Trump, innescando la minaccia di ritirare le truppe americane.
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul aveva minimizzato il precedente avvertimento di Trump, dichiarando giovedì che il suo governo avrebbe esaminato con «calma» la possibilità di ridurre le forze americane. «Gli Stati Uniti hanno bisogno di queste basi», ha detto, citando strutture chiave come Ramstein, Landstuhl e Grafenwöhr. La Germania mette a disposizione i terreni per le basi gratuitamente, oltre a fornire personale a supporto delle forze americane.
Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha dichiarato sabato che l'Europa deve assumersi maggiori responsabilità per la sicurezza. La decisione americana era «prevedibile», ha detto Pistorius, aggiungendo che «la presenza di truppe americane in Europa, e in particolare in Germania, è nel nostro interesse e nell'interesse degli Stati Uniti». (riproduzione riservata)