Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha annunciato che il Brasile risponderà con misure di reciprocità al nuovo dazio del 50% deciso dagli Stati Uniti sulle importazioni dal Paese sudamericano.
La decisione di Trump, ufficializzata mercoledì 9 luglio, ha immediatamente provocato una reazione ferma da parte del governo brasiliano, che ha citato una legge recentemente approvata che autorizza ritorsioni proporzionate in materia commerciale. «Il Brasile è un Paese sovrano con istituzioni indipendenti e non accetterà lezioni da nessuno», ha scritto Lula in un post sui social.
Il presidente americano Donald Trump ha giustificato la misura sia con il pretesto di una relazione commerciale «molto iniqua» tra Usa e Brasile, sia come ritorsione politica per il processo in corso contro l’ex presidente Jair Bolsonaro, alleato dichiarato di Trump, accusato di aver tentato di ribaltare i risultati delle elezioni del 2022.
Nel messaggio rivolto direttamente a Lula, Trump ha definito il processo contro Bolsonaro una «caccia alle streghe e una vergogna internazionale», utilizzando la stessa terminologia con cui ha spesso descritto le indagini giudiziarie a suo carico prima della rielezione del 2024.
Il nuovo dazio rappresenta un aumento drastico rispetto al 10% introdotto ad aprile, e porterà ulteriori pressioni sull’economia brasiliana. A seguito dell’annuncio, la valuta del Paese, il real brasiliano, ha perso oltre il 2% rispetto al dollaro Usa, segnando una delle peggiori performance giornaliere degli ultimi mesi.
La risposta del Brasile si baserà su una nuova legge sul principio di reciprocità economica, approvata nei mesi scorsi, che consente l’adozione immediata di dazi speculari e altre misure compensative in caso di sanzioni unilaterali. Il governo Lula ha già annunciato l’avvio di una valutazione tecnica e diplomatica delle contromisure da adottare, che potrebbero colpire settori sensibili delle esportazioni statunitensi verso il Brasile, come l’agroalimentare, i prodotti farmaceutici o le forniture industriali.
La lettera inviata da Trump a Lula va oltre le precedenti comunicazioni inviate ad altri 20 Paesi, distinguendosi per il suo carattere apertamente politico: è la prima volta che l’imposizione di dazi commerciali viene formalmente motivata con una sanzione per eventi interni a un Paese sovrano.
Con i dazi sul Brasile e quello già annunciato sul rame al 50% (che entrerà in vigore il 1° agosto), Trump intensifica la guerra commerciale, alzando il rischio di ripercussioni globali su scambi, valute e investimenti. (riproduzione riservata)