L’Asia viaggia in rosso, mercoledì 7 gennaio, dopo l’intervento del presidente Usa, Donald Trump, sul petrolio venezuelano. Alle ore 7:30 italiane, il Nikkei cede l’1%, Hong Kong l’1,15%, Shanghai cerca di tenere la parità. In calo i futures sul Nasdaq dello 0,11%. Il greggio Wti americano cede l’1,5% a 56,18 dollari il barile
Il presidente Donald Trump ha dichiarato martedì sera che le autorità ad interim del Venezuela consegneranno tra 30 e 50 milioni di barili di petrolio agli Stati Uniti, in seguito alla destituzione da parte degli Usa del presidente del Paese sudamericano, Nicolás Maduro. In un post sui social media, Trump ha scritto che il petrolio sarà venduto al prezzo di mercato e che «il flusso del denaro sarà controllato da me, in qualità di presidente degli Stati Uniti d’America, per garantire che venga utilizzato a beneficio del popolo venezuelano e degli Stati Uniti».
«Ho chiesto al segretario all’Energia Chris Wright di dare immediata esecuzione a questo piano», ha scritto Trump. «Il petrolio sarà caricato su navi cisterna e trasportato direttamente ai terminal di scarico negli Stati Uniti». Ha poi aggiunto che il greggio ceduto agli Stati Uniti è di alta qualità e conforme alle sanzioni.
L’annuncio è arrivato tre giorni dopo che le forze statunitensi hanno catturato Maduro e la moglie a Caracas, trasferendoli a New York, dove sono accusati in un procedimento federale per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. Il Wall Street Journal ha riportato martedì che Trump prevede di incontrare venerdì alla Casa Bianca i rappresentanti delle principali compagnie petrolifere statunitensi — Chevron, ConocoPhillips ed Exxon Mobil — insieme ad altri produttori nazionali, «per discutere di significativi investimenti nel settore petrolifero venezuelano».
Trump ha aggiunto che le compagnie petrolifere Usa finiranno per investire miliardi di dollari per riqualificare le obsolete capacità produttive del Venezuela. Chevron opera in Venezuela ed è l’unica compagnia petrolifera statunitense presente nel Paese. Gli asset di ConocoPhillips ed Exxon furono nazionalizzati dall’allora presidente venezuelano Hugo Chávez a metà degli anni 2000.
Maduro e la moglie, Cilia Flores, si sono dichiarati non colpevoli lunedì durante l’udienza preliminare davanti al tribunale federale di Manhattan. Durante l’udienza, Maduro ha detto al giudice Alvin Hellerstein di essere stato «rapito e di essere un prigioniero di guerra».
I futures sul Wti, come si è visto, sono scesi dell’1,5% verso i 56 dollari al barile, ampliando le perdite della seduta precedente, dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato che il Venezuela trasferirà tra 30 e 50 milioni di barili di greggio agli Stati Uniti.
La quantità di greggio resta relativamente contenuta, ma i mercati temono che, se il petrolio venezuelano dovesse affluire in modo stabile nel mercato statunitense, potrebbe aumentare l’offerta in un mercato già in surplus. I trader continuano inoltre a valutare l’impatto sulle future esportazioni di petrolio e sul settore energetico, mentre colossi quali Trafigura si preparano ad avviare colloqui con le autorità statunitensi per riprendere gli acquisti di greggio venezuelano.
Nel frattempo, i progressi verso un accordo di sicurezza tra Stati Uniti e Ucraina hanno alimentato la prospettiva di minori restrizioni sulle esportazioni di greggio russo. I dati poi dell’American Petroleum Institute (API) mostrano che le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono diminuite di 2,8 milioni di barili la scorsa settimana, in controtendenza rispetto alle attese del mercato, che prevedevano un aumento di 1,2 milioni di barili. (riproduzione riservata)