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Trump e Xi riaprono il commercio agricolo: Cina pronta a maxi acquisti di soia e mais Usa
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Trump e Xi riaprono il commercio agricolo: Cina pronta a maxi acquisti di soia e mais Usa

15 maggio 2026, 10:50 Ultimo aggiornamento: 14:24

Futures sulla soia e sul mais con la Cina che effettuerà acquisti di prodotti agricoli americani per «decine di miliardi di dollari» ogni anno nei prossimi tre anni. Cosa ne pensa il team di Areté

I futures sulla soia e sul mais salgono dopo che il rappresentante per il commercio degli Stati Uniti, Jamieson Greer, ha dichiarato che la Cina effettuerà ingenti acquisti di prodotti agricoli americani. Anche il presidente, Donald Trump, lo ha sottolineato: i cinesi «hanno un appetito illimitato, come si suol dire», ha detto il numero uno della Casa Bianca dopo l’incontro con Xi Jinping. «Quando hai così tante persone, ne hanno bisogno, e noi abbiamo il prodotto migliore».

Pechino verso maxi acquisti di soia e mais

La Cina effettuerà acquisti di prodotti agricoli americani per «decine di miliardi di dollari» ogni anno nei prossimi tre anni, ha annunciato Greer il 15 maggio in un’intervista televisiva su Bloomberg. I due Paesi dovrebbero, quindi, ampliare la loro cooperazione nell’agricoltura.

La Cina aveva rispettato l’impegno iniziale di acquistare 12 milioni di tonnellate di soia statunitense subito dopo l’incontro tra Trump e Xi lo scorso anno in Corea del Sud, riattivando flussi che erano rimasti bloccati per mesi a causa della frattura commerciale tra i due Paesi. Greer ha precisato che c’è già l’accordo dello scorso ottobre secondo il quale Pechino acquisterà 25 milioni di tonnellate di soia all’anno nei prossimi tre anni. Quello nuovo includerebbe non solo la soia, ma «tutto il resto».

Non acquisterà il raccolto vecchio

Sebbene il Dragone non abbia mai confermato l’impegno da 25 milioni di tonnellate indicato dalla Casa Bianca, Greer ha detto che la maggior parte delle vendite di soia dovrebbe avvenire nella parte finale dell’anno. Questo rappresenterebbe un ritorno alla normalità perché la Cina di solito prenota le forniture statunitensi nei mesi immediatamente successivi al raccolto, che inizia intorno a settembre, quando l’offerta è più competitiva a livello globale. 

«Decine di miliardi non significano nulla, ma la parola più tardi significa che la Cina non acquisterà il raccolto vecchio», ha detto un trader. A febbraio Trump aveva ipotizzato la possibilità che il gigante asiatico acquistasse altri 8 milioni di tonnellate dal raccolto americano appena concluso.

Gli analisti si aspettano che l’impegno già esistente sulla soia faccia parte dell’accordo, che da solo vale oltre 10 miliardi di dollari. La soia è la principale esportazione agricola degli Stati Uniti verso la Cina, il maggior acquirente mondiale, e i semi oleosi hanno avuto un ruolo chiave nei negoziati commerciali durante la prima e la seconda amministrazione Trump.

Futures sulla soia e sul mais in rialzo

Sono bastate le dichiarazioni di Greer a far salire il future sulla soia dello 0,8% e quello sul mais dello 0,53% (stabile quello sul grano) anche se i trader sono alla ricerca di maggiori dettagli sui volumi, i prezzi e le tempistiche degli acquisti da parte della Cina. Comunque i mercati non si aspettavano che Pechino aumentasse l’obiettivo della soia oltre le 25 milioni di tonnellate.

Alla luce dei dati Usda/Fas, l’esecuzione dell’impegno appare ancora parziale. Al 7 maggio la Cina aveva effettuato nuovi acquisti netti di soia americana per circa 5,4 milioni tonnellate dall’inizio dell’anno solare. «Questi volumi sembrano concorrere ancora al completamento della prima tranche da 12 milioni di tonnellate concordata per la fase fine 2025-inizio 2026, più che rappresentare un avanzamento già pienamente riferibile al target separato di 25 milioni per il 2026», spiega a milanofinanza.it il team di Areté. Il punto da monitorare è quindi se, dopo il completamento della prima tranche, la Cina tornerà a coprire volumi in linea con un profilo storico più normale.

I trader stanno anche aspettando la possibile riduzione dei dazi sulla soia, che potrebbe consentire ai trasformatori privati cinesi di riprendere gli acquisti dagli Stati Uniti, dopo essere stati di fatto esclusi dal raccolto dello scorso anno a causa delle tariffe. All’epoca solo i trader statali erano acquirenti attivi.

«Mantenere relazioni stabili è fondamentale per espandere il commercio agricolo a livello bilaterale», ha commentato a Bloomberg Hanver Li, analista di Shanghai JC Intelligence. «Non si tratta solo di soia: se i colloqui vanno bene, anche il commercio di altri prodotti agricoli come mais, grano, DDGs (Distillers dried grains with solubles, ndr) ed etanolo può espandersi», ha precisato Li.

Cosa ne pensa il team di Areté

Per altro, nell'analizzare il mercato della soia va introdotto un secondo elemento chiave, secondo Areté: la domanda interna degli Stati Uniti è destinata ad assumere un peso crescente nel bilancio. Per il 2026/2027, Usda proietta il crush a circa 74,8 milioni di tonnellate (+4,6% vs 2025/2026), sostenuto soprattutto dalla domanda di olio di soia per biocarburanti.

L’utilizzo di olio di soia nel biofuel è previsto a 8,1 milioni di tonnellate (+25% circa vs 2025/2026), grazie al supporto dei Renewable volume obligations Epa per il 2026. Ne deriva un bilancio più sensibile alla competizione tra domanda interna ed export. Nonostante una produzione Usa 2026/27 prevista in aumento a circa 120,7 milioni di tonnellate (+4,1% rispetto al 2025/2026), grazie a maggiori superfici e rese tendenziali, gli stock finali sono proiettati in calo a circa 8,4 milioni, contro i 9,3 milioni di tonnellate del 2025/2026 (-8,8%).

In sintesi, «le dichiarazioni politiche sono potenzialmente di supporto per la soia Usa, ma non rappresentano ancora, da sole, un cambio di scenario», precisa Areté. «Il mercato dovrà verificare se gli annunci si tradurranno in acquisti effettivi e soprattutto se la Cina tornerà a coprire volumi più vicini agli impegni comunicati. Nel frattempo, il principale elemento strutturale di sostegno resta domestico: l’espansione del crush, guidata dalla domanda di olio di soia per biocarburanti, assorbe una quota crescente della disponibilità americana e rende più rilevante qualsiasi accelerazione della domanda cinese. In un contesto in cui i commitment verso la Cina restano ancora inferiori allo scorso anno, ma gli stock 2026/2027 sono già previsti in calo, un recupero più deciso degli acquisti cinesi potrebbe accentuare il tono rialzista della soia». (riproduzione riservata)



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