«Io non ho paura dell’amministrazione Trump», «parlo del Vangelo» e quindi «continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra». Così Papa Leone XIV risponde all’attacco del presidente Usa, Donald Trump in un post sui social domenica sera, accusando il pontefice di essere «debole» sulla criminalità, «terribile» in politica estera e di «assecondare la sinistra radicale».
«Non voglio un Papa che pensi sia accettabile che l’Iran possieda un’arma nucleare», ha dichiarato Trump. «Non voglio un Papa che critichi il presidente degli Stati Uniti mentre sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una vittoria schiacciante», ha aggiunto il tycoon.
«Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui», ha aggiunto Robert Francis Prevost, originario di Chicago, primo Papa statunitense. Trump ha sostenuto che è stato eletto proprio perchè americano, anzi proprio perchè alla Casa Bianca è tornato lui: «Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa incredibile. Non figurava in nessuna lista degli eleggibili ed è stato scelto esclusivamente perché americano, perchè si riteneva che fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano», ha affermato il presidente americano che ha poi pubblicato su Truth un’immagine generata dall’intelligenza artificiale in cui lui veste i panni di Gesù mentre cura un malato. È circondato da alcune persone in adorazione, tra cui un’infermiera e un soldato. Sullo sfondo la Statua della Libertà, la bandiera americana e dei jet da combattimento affiancati da angeli. Il post ha innescato un’ondata di indignazione, con accuse di blasfemia.
In un discorso nella Domenica delle Palme il mese scorso in Piazza San Pietro, il Santo Padre aveva sottolineato che Dio rifiuta le preghiere dei leader che scatenano guerre e hanno le mani «piene di sangue», definendo il conflitto in Iran «atroce». Leone XIV ha inoltre invitato Trump a trovare una «via d’uscita» per mettere fine al conflitto e «ridurre il livello di violenza».
Proprio oggi, 13 aprile, il Papa è partito per un viaggio di 10 giorni in quattro Paesi africani. Leone XIV ha chiesto una «riflessione profonda» sul modo in cui i migranti sono trattati negli Stati Uniti. Il suo appello per un approccio più compassionevole all’immigrazione rievoca una posizione espressa anche da diversi suoi predecessori, che è però in contrasto con quella di Trump, che sostiene che gli Stati Uniti debbano limitare l’immigrazione dai Paesi in via di sviluppo per ridurre la criminalità. «È una persona molto liberale ed è un uomo che non crede nel fermare il crimine», ha detto Trump ai giornalisti domenica sera.
Trump aveva già avuto un rapporto difficile con il predecessore di Leone, Papa Francesco, che aveva criticato le sue proposte sull’immigrazione durante la sua prima campagna presidenziale e aveva suggerito che Trump non fosse «cristiano». Trump aveva definito Francesco «vergognoso» all’inizio del 2016.
«Papa Leone è DEBOLE sulla criminalità, ed è pessimo in politica estera», ha scritto Trump su Truth. «Parla della ‘paura’ dell’Amministrazione Trump, ma non menziona la PAURA che la Chiesa cattolica, e tutte le altre organizzazioni cristiane, hanno vissuto durante il COVID, quando arrestavano sacerdoti, ministri e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose, anche all’aperto e mantenendo distanze di tre o persino sei metri. Mi piace molto di più suo fratello Louis, perché Louis è totalmente MAGA. Lui capisce, mentre Leo no! Non voglio un Papa che pensi che vada bene per l’Iran avere un’arma nucleare. Non voglio un Papa che pensi che sia terribile che l’America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Stati Uniti e, cosa ancora peggiore, svuotando le proprie prigioni - inclusi assassini, spacciatori e killer - mandandoli nel nostro Paese. E non voglio un Papa che critichi il presidente degli Stati Uniti quando sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una VITTORIA SCHIACCIANTE, ottenendo numeri record di criminalità ai minimi storici e creando il più grande mercato azionario della storia. Leo dovrebbe essere riconoscente perché, come tutti sanno, è stato una sorpresa scioccante. Non era in nessuna lista per diventare Papa ed è stato messo lì dalla Chiesa solo perché era americano, e si pensava che quello fosse il modo migliore per trattare con il Presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leo non sarebbe in Vaticano. Sfortunatamente, Leo è debole sulla criminalità, debole sulle armi nucleari, e questo non mi piace affatto, né mi piace il fatto che incontri simpatizzanti di Obama come David Axelrod, un PERDENTE della sinistra, uno di quelli che volevano far arrestare i fedeli e il clero. Leo dovrebbe rimettersi in carreggiata come Papa, usare il buon senso, smettere di compiacere la sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un grande Papa, non un politico. Questo lo sta danneggiando molto e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la Chiesa cattolica! Presidente DONALD J. TRUMP».
Le parole 'di fuoco' per Papa Leone XIV da parte dell’inquilino della Casa Bianca ha scatenato immediate reazioni di condanna da parte dei credenti e delle istituzioni ecclesiastiche. In quella che a tutti è sembrata una risposta alle crescenti critiche del pontefice al conflitto lanciato congiuntamente da Stati Uniti e Israele contro l’Iran e alle politiche migratorie molto rigide dell’amministrazione Trump.
I cattolici sui social media hanno reagito criticando Trump per aver attaccato il leader della Chiesa. E l'arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti, si è detto rattristato dalle dichiarazioni di Trump. «Papa Leone non è il suo rivale; né il Papa è un politico. È il Vicario di Cristo che parla dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime», ha dichiarato in una nota ufficiale.
Tra i primi a commentare la polemica trumpiana, il gesuita statunitense James Martin che su X ha scritto: «Dubito che papa Leone XIV perderà il sonno per questo, prima di iniziare il suo pellegrinaggio in Africa. Ma il resto di noi dovrebbe. Perché è sconnesso, poco caritatevole e anticristiano. Non c’è fondo a questo squallore morale?». In Italia un altro gesuita, padre Antonio Spadaro, sempre su X ha commentato: «Se Leone fosse irrilevante, non meriterebbe una parola. Invece viene chiamato in causa, nominato, combattuto: segno che la sua parola incide. È qui che emerge la forza morale della Chiesa. Non come contro-potere, ma come spazio in cui il potere viene giudicato da un criterio che non controlla. Leone non risponde sul terreno della polemica, e proprio per questo resta fuori dalla presa. È libero. E quella libertà, disarmata e disarmante , è forse ciò che più inquieta. E, nello stesso tempo, ciò che più conta».
La Presidenza della Cei, «esprime rammarico per le parole a lui rivolte nelle scorse ore» dal Presidente Usa Donald Trump, e «unendosi a quanto affermato dal Presidente dei vescovi Usa, ricorda che il Papa non è una controparte politica, ma il successore di Pietro, chiamato a servire il Vangelo, la verità e la pace. In un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali, la sua voce rappresenta un richiamo esigente alla dignità della persona, al dialogo e alla responsabilità. Le Chiese che sono in Italia rinnovano al Papa vicinanza e affetto, auspicando da parte di tutti rispetto per la sua persona e per il suo ministero».
«Il forte richiamo alla pace, così urgente in tempi tanto tribolati, al pari dell'invito all'unità e alla fraternità, contribuirà ad alimentare la consapevolezza dell'indispensabile contributo che ogni individuo e ogni collettività sono chiamati a fornire per superare le divisioni e salvaguardare la dignità dell'uomo. Sono certo che nessuno potrà rimanere indifferente rispetto a questi solenni appelli, rivolti soprattutto alle ultime generazioni, chiamate ad assumere la responsabilità e vivere la gioia del divenire fecondo seme di progresso sociale ed economico per i rispettivi Paesi e comunità». Lo scrive il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio a Sua Santità Papa Leone XIV prima del lungo viaggio apostolico in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale del Papa che Mattarella ringrazia per il messaggio ricevuto in tale circostanza, porgendo «i sensi della più profonda stima e personale considerazione».
«Possa il Ministero del Santo Padre favorire la composizione dei conflitti e il ritorno della pace, interna e tra le Nazioni, nel solco del percorso tracciato dai suoi Predecessori, e dare sostegno e conforto alle comunità cristiane che avrà modo di incontrare durante il viaggio» scrive il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un messaggio al Papa. «L’Italia continuerà a fare la propria parte per favorire la costruzione di un nuovo modello di cooperazione con il Continente africano e per sostenere la pace, lo sviluppo e il benessere dei popoli», conclude la premier.
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