«Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato mercoledì sera 9 luglio che l dazi del 50% sulle importazioni di rame entrerà ufficialmente in vigore a partire dal 1° agosto 2025. L’annuncio è arrivato tramite un post su Truth il giorno dopo aver anticipato la misura nell’ambito della sua nuova offensiva commerciale.
«Annuncio un DAZIO del 50% sul rame, in vigore dal 1° agosto 2025, dopo aver ricevuto una valutazione dettagliata sulla SICUREZZA NAZIONALE», ha scritto Trump.
Il presidente ha motivato la decisione sottolineando il ruolo strategico del rame in una vasta area di applicazioni critiche per la difesa e la sicurezza nazionale: semiconduttori, aeronautica, navi militari, munizioni, data center, batterie al litio, radar, sistemi antimissile e persino armi ipersoniche.
«Il rame è il secondo materiale più utilizzato dal Dipartimento della Difesa» ha aggiunto Trump.
Dopo il balzo del +13,12% registrato martedì, i prezzi del rame negli Usa sono saliti di un ulteriore 2,62% nella giornata di mercoledì, segnando il maggior rally di due giorni da oltre trent’anni. L’annuncio di Trump ha contribuito a intensificare le preoccupazioni degli operatori sull’impatto dei dazi sul commercio globale e sull’equilibrio tra domanda e offerta.
Il provvedimento si inserisce in un contesto di crescenti tensioni commerciali: l’amministrazione Trump ha già notificato aumenti tariffari a oltre una dozzina di partner commerciali e ha annunciato ulteriori misure per i prossimi giorni.
Il rame, già al centro dell’attenzione per la sua importanza nella transizione energetica e nelle nuove tecnologie, è ora diventato una priorità politica e militare per gli Stati Uniti. La scelta di Washington potrebbe ridisegnare le dinamiche di approvvigionamento globale, con effetti su produttori, esportatori e consumatori industriali.
Secondo gli analisti, la nuova politica commerciale avrà impatti diretti su settori come l’elettronica, la difesa, l’automotive e le energie rinnovabili, oltre a innescare possibili contromisure da parte dei principali Paesi esportatori, a partire da Cile e Canada. (riproduzione riservata)