Il gruppo Fs, attraverso la controllata Trenitalia, e Ita Airways hanno sottoscritto un memorandum d’intesa che apre all’integrazione tra il trasporto aereo e quello ferroviario, sfruttando anche l’intelligenza artificiale e soluzioni digitali avanzate.
L’intesa prevede anche la costituzione di un AI Intermodality and Sustainability Lab congiunto, un laboratorio dedicato alla progettazione, sviluppo e sperimentazione di casi d’uso prioritari con particolare riferimento all’intermodalità, all’ottimizzazione dei flussi di viaggio, alla gestione predittiva della domanda e alla riduzione delle emissioni di Co2.
Attualmente, gli aeroporti italiani collegati via treno, bus, people mover e Airlink con le stazioni ferroviarie sono 26.
Il memorandum è stato firmato dagli ad di Ita Airways e Trenitalia, Joerg Eberhart e Gianpiero Strisciuglio, alla presenza del presidente di Fs Italiane Tommaso Tanzilli, dell’ad Stefano Antonio Donnarumma, e del presidente di Ita, Sandro Pappalardo. In base alla bozza d’accordo, Fs e Ita «lavoreranno congiuntamente allo sviluppo di soluzioni innovative in grado di eliminare gli ostacoli che incidono sulla continuità del viaggio e sull’utilizzo combinato delle diverse modalità di trasporto», ottimizzando i collegamenti tra hub aeroportuali, stazioni ferroviarie e principali poli di attrazione, abilitando nuovi servizi digitali e modelli di business integrati.
Per Strisciuglio, «il memorandum rafforza un’idea di mobilità che va oltre il singolo mezzo di trasporto e che va incontro a un sistema integrato, digitale e sostenibile al servizio del Paese. Valorizziamo l’Intelligenza Artificiale e le soluzioni digitali avanzate come leve strategiche per rimuovere gli ostacoli ai progetti di intermodalità, ottimizzare i flussi, gestire in modo predittivo la domanda e contribuire alla riduzione delle emissioni. In questa direzione, la costituzione dell’AI Intermodality and Sustainability Lab rappresenta un passo concreto per sviluppare e sperimentare insieme casi d’uso prioritari e accelerare la trasformazione del sistema dei trasporti».
«La firma del memorandum rappresenta un ulteriore passo in un percorso avviato nel 2023 sullo sviluppo del biglietto integrato Air–Rail, prodotto sempre più in crescita, a conferma di quanto i passeggeri apprezzino soluzioni di viaggio sempre più interconnesse», è il commento di Eberhart. Oggi vogliamo compiere un salto di qualità: grazie all’utilizzo sapiente dell’AI, potremo intervenire in modo strutturale sugli ostacoli operativi dell’esperienza intermodale, semplificando i processi, anticipando le esigenze dei clienti e rendendo gli spostamenti più efficienti e sostenibili».
Intanto, Ita ha comunicato i dati commerciali del 2025, giudicati «complessivamente positivi». La compagnia ha registrato ricavi passeggeri per 2,8 miliardi di euro, in crescita del 2,7% rispetto al 2024, a fronte di un’offerta di capacità sostanzialmente stabile. I passeggeri trasportati sono stati 16,2 milioni, con un load factor (l’indice di riempimento degli aerei) dell’83,4%, in aumento di 2,1 punti percentuali su base annua. Anche il rask l’indicatore che misura il ricavo per posto-chilometro disponibile) è cresciuto del 2,8%.
«In un contesto operativo estremamente sfidante, Ita Airways ha dimostrato nel 2025 solidità e capacità di tenuta sul piano commerciale», sottolinea l’ad Eberhart. «La crescita dei ricavi, il miglioramento della qualità della domanda e la forte performance del lungo raggio confermano la validità delle nostre scelte strategiche, nonostante le tensioni geopolitiche, in particolare nell’area del Medio Oriente, le limitazioni di flotta e una pressione competitiva crescente. In questo quadro, i risultati di Ita Airways si inseriscono nel percorso di integrazione nel gruppo Lufthansa, contribuendo positivamente al rafforzamento delle performance complessive del gruppo».
Il lungo raggio si è confermato il principale driver di crescita del network. Nel 2025 i ricavi del settore intercontinentale sono aumentati del 9,1%, con un incremento dell’offerta del 6,1% e un load factor pari all’85,2%.
Sul settore domestico, pur in presenza di una riduzione dell’offerta, la compagnia italiana ha registrato un deciso miglioramento della redditività, con un rask in crescita del 17,5% e un aumento generalizzato dei coefficienti di riempimento. Il medio raggio ha invece risentito maggiormente delle tensioni geopolitiche nell’area del Medio Oriente, mantenendo tuttavia un load factor in crescita rispetto all’anno precedente. (riproduzione riservata)