Tramonti, groove e graniti millenari: Ritual è il club più affascinante della Sardegna
Scolpito nella roccia gallurese, il Ritual Club domina la Costa Smeralda con la sua architettura visionaria. Tra musica, mixology e fine dining, è un luogo iconico dove natura, arte e spiritualità si fondono in un’esperienza multisensoriale unica
Arroccato sul monte che sovrasta Baja Sardinia, da lontano e da fuori il Ritual Club, locale simbolo della vita notturna in Costa Smeralda, appare come un enorme e incompiuto castello di sabbia, mimetizzato nel paesaggio ed elevato sopra la collina. Da vicino e da dentro è un luogo di ritrovo e intrattenimento scolpito nella roccia granitica della Gallura, dove il contemporaneo e l’ ancestrale convivono tra cuscini capitonné di morbido velluto e luci psichedeliche. Fotografato con l’obiettivo di un drone, si rivela come uno scrigno aperto e caleidoscopico, quasi l’aspetto di un melograno tagliato a metà, suddiviso in una moltitudine di compartimenti irregolari, separati tra loro da muretti a secco, saliscendi di scale a schegge di piastrelle in ceramica multicolori e anfratti dedicati a corner bar, zona discoteca, area somministrazione.
Forme e format
Ritual Club di Baja Sardinia è ascrivibile a una specie di Parc Guell che integra paesaggio e forme organiche, con riferimenti alla cultura e all’archeologia sarda delle civiltà nuragiche; in realtà è molto di più, perché sulla sommità di quelle grotte a sbalzo, nicchie, cavità e panchine ondulate, c’è anche il ristorante fine dining Le Terrazze dove si mangia benissimo al cospetto di un panorama spettacolare, osmosi fra terra, mare e cielo dove si gode uno dei tramonti più fotografati dell’isola. Insieme ad altri noti indirizzi iconici di ritrovo estivi, Ritual Club rientra nel novero dei luoghi simbolo della Costa Smeralda, apprezzati dal pubblico italiano e internazionale più elitario. Una location che è la riuscita fusione tra natura, architettura e cultura, senza confini netti. Dove ristorazione e mixology, intrattenimento e musica, food e spirits, convivono in un’unica formula: un’opera d’arte viva e open air.

Un sogno nato tra le rocce
Le origini di Ritual risalgono al 6 agosto 1970, allorquando l’architetto visionario Andres Fiore, professionista dall’animo eclettico e dalla creatività geniale, inaugurò questo luogo incredibile e specialissimo per proporlo al grande pubblico come un’esperienza capace di trascendere i confini del tempo. Ogni parte del locale è stata studiata dal suo ideatore in stretta relazione con la sua posizione rispetto al paesaggio e agli elementi naturali: i venti, il cielo, le stelle, la vegetazione selvaggia tutt’intorno. Il Ritual, infatti, sembra emergere direttamente dalla montagna, in perfetta armonia con le curve e le ferite antiche della roccia sarda, dove ogni scalino, ogni guglia, ogni cavità è pensata per lasciarsi attraversare dalla luce, dal vento, dalle emozioni. Andres Fiore scompare il 28 novembre 2003, lasciando la sua eredità materiale e morale nelle mani della moglie Jacqueline, prima donna DJ d’Italia, e della figlia Francesca.

Ritual, tempio e mito
Da cinquant’anni a questa parte il Ritual Club non ha mai smesso di essere meta incessante di migliaia di turisti in vacanza che ogni anno, durante l’estate, raggiungono questo angolo di Sardegna noto in tutto il mondo per la sua bellezza mozzafiato. Ritual Club è un indirizzo iconico, da visitare almeno una volta nella vita; un’opera dell’uomo che è essa stessa parte integrante della natura, incarnata nella roccia viva. Una scenografia che è liturgia, perché non è un caso che il brand rievochi riti antichi, leggende e suggestioni legate alla spiritualità. Andres Fiore immaginò un luogo in grado di durare per sempre, fortemente impregnato di atmosfere primitive e pittoresche. Per questo al Ritual non si entra: si approda, come in un tempio dove vivere esperienze che coinvolgono tutti i cinque sensi.

Francesca Fiore: la visione continua
Alla guida di questo universo c’è oggi Francesca Fiore, figlia del fondatore, che ha raccolto il testimone nel 2004, giovanissima. Oggi, vent’anni dopo e con due figli – Samuele e Matide entrambi operativi nel locale - Francesca è il cuore pulsante del Ritual, capace di calibrare la profondità di una visione familiare con l’energia di una gestione imprenditoriale moderna. Con lei, una squadra affiatata – tra cui il general manager Marco Poltronieri e il direttore del ristorante Tiziano Rossi – che ha saputo trasformare il Ritual in un marchio riconoscibile nel mondo dell’hospitality. «Ho sempre affrontato le sfide del mio ruolo con pragmatismo e una giusta dose di prudenza, instaurando con i collaboratori un rapporto improntato sulla fiducia, la coesione, il rispetto, il dialogo reciproco e la trasparenza, per ricreare il senso di famiglia anche con i miei collaboratori e i clienti».

Le Terrazze Ritual: il gusto che abbraccia il cielo
Proprio in cima a questo scenario fiabesco, assiso sopra l’ultima concrezione rocciosa, c’è il rooftop restaurant Le Terrazze Ritual che unisce design e sapore a una visuale spettacolare. Nato nel 2019, il ristorante sorge dove una volta esisteva un giardino segreto: oggi è una piattaforma panoramica da sogno, dove la tradizione gastronomica sarda e mediterranea incontra la creatività contemporanea.
- Leggi anche: Real estate: le 5 case più belle al mare
I piatti in menù parlando il linguaggio della terra e del mare, gli ingredienti sono selezionati tra la migliore materia prima per raccontare territori e storie, il tutto accompagnato da una carta dei vini curata con le migliori etichette italiane e internazionali. Fanno da corollario a tutto questo la musica ambient, il cielo infuocato del tramonto, l’aria profumata di mirto: un’esperienza sensoriale totale e totalizzante.

Cocktail d’autore in un giardino incantato
La mixology è un’altra anima viva del Ritual. Da oltre mezzo secolo la proposta drink si rinnova seguendo la filosofia del viaggio e della scoperta, cosicché la cocktail list conta tredici creazioni d’autore: un atlante liquido che si avvale di spezie, essenze, botaniche, tradizioni e ricette tramandate da ogni angolo del mondo, senza mai dimenticare le radici mediterranee.

La musica che vibra nella roccia con sonorità d’autore
Tuttavia è con la notte che il Ritual svela il suo lato più affascinante e carismatico. Il Temple, una grotta naturale trasformata grazie a inserti di ferro in dancefloor, e il Garden, spazio immerso nella vegetazione, sono ambienti magici dove musica e natura si combinano in un rituale contemporaneo. Qui la programmazione musicale è volutamente e interamente artigianale, pensata e prodotta internamente per esaltare l’identità del luogo e rendere l’esperienza unica, trattandosi di un posto fuori dal comune. Una scelta ben precisa: niente mode passeggere, bensì esperienze memorabili. Dove ogni dettaglio – dalla pietra al bicchiere, dalle luci alla musica, dal cocktail alla cucina – ha un solo scopo: far sentire l’ospite parte di qualcosa di irripetibile. (Riproduzione riservata)
Native Content