Tra Sassi, luci e silenzi: perché Matera è la meta più magica per Natale
Nel periodo di Avvento Matera si accende come un presepe vivente: grotte illuminate, storia millenaria, tradizioni vive e una rinascita culturale che affascina viaggiatori di tutto il mondo. Un luogo dove la pietra, a Natale, diventa luce
La città di Matera, che è già da anni un set aperto - grazie ultimamente anche alla serie televisiva Imma Tataranni sostituto procuratore che ha per protagonista l’omonimo personaggio femminile della scrittrice Mariolina Venezia - in concomitanza con le feste di fine anno assume un fascino particolare, perché l’atmosfera natalizia contribuisce a rendere ancor più suggestivo il suo naturale aspetto di architettura rupestre. Luminarie reali in tempo reale, in un agglomerato calcareo di grotte che si rincorrono tra i due Sassi (il Barisano e il Caveoso) e convergono verso la gravina, la gola che incornicia il paesaggio verde della Murgia Materana.

La città rinata dalla pietra
Camminare tra i Sassi di Matera, di giorno come di notte, è idealmente sfogliare un libro di storia inciso nella pietra. Abitati fin dalla preistoria, i due Sassi — il Barisano, rivolto verso Bari e il Caveoso, più antico dalla parte opposta — scoscendono verso il vallone e si arrampicano lungo le pareti del canyon in un intreccio di vicoli, gradini, archi, passaggi, chiese e case-grotta. Gli antichi insediamenti raccontano anche un’altra doppia storia: quella della povertà dei contadini che un tempo (fino al 1958) vivevano stipati con gli animali, e in parallelo quella del lusso degli hotel e delle dimore adibite a ospitalità di alta gamma ristrutturate di recente con ogni comfort. Una metamorfosi racchiusa in una frase eloquente per definizione: “Dalle stalle alle stelle”. Così oggi si contano molte strutture ricettive di pregio, tra cui Conche Prestige nel Sasso Caveoso e Conche Exclusive nel Sasso Barisano; l’hotel Sassi in via San Giovanni Vecchio (il primissimo hotel a sorgere a Matera nel 1993), aperto sul panorama; le suite e la Spa dell’Antico Convicino, ricavate nella pietra; e i 16 alloggi “millenari” del Moyseion, il primo hotel museo per dormire, mangiare e celebrare riti come un tempo, inseriti in quello che la proprietà ha indicato come progetto di archeologia sperimentale.
Dal silenzio allo splendore

Il volano di riscatto di Matera cominciò nel 1993 quando diventò primo sito UNESCO dell’Italia meridionale; tuttavia, la vera crescita turistica, va ricondotta subito dopo il film La Passione di Cristo di Mel Gibson, che ha rivelato mondo la potenza scenografica di questo luogo che tuttora conserva intatta la sua matrice primordiale. Il definitivo boom fu sancito nel 2014, quando Matera venne proclamata Capitale Europea della Cultura 2019: e in quest’ultimo anno la città ha registrato ben 970.000 visitatori, a fronte di una popolazione attestata ancora oggi attorno ai 59.000 abitanti. Matera è dunque, a buon diritto, il simbolo per eccellenza di una gentrificazione riuscita: da luogo umile segnato dall’abbandono, a destinazione di qualità ambita dal pubblico internazionale. Per questo il motto che la accompagna — dalle stalle alle stelle — è ben più di un efficace slogan turistico: è la sintesi di una concreta rinascita civile e culturale. Un esempio di come fino a sessant’anni fa era Matera, è condensato nella Casa Grotta Narrante Arredata, con stralci di testi di Carlo Levi tratti dal libro “Cristo si è fermato a Eboli”: un ritratto crudo, che all’epoca scandalizzò l’opinione pubblica ma al contempo contribuì in modo decisivo a far conoscere la situazione della città nel dopoguerra. E a trasformarla.
Patrimonio di tradizioni che comunicano

Recentemente, a fine novembre, a Matera si è tenuta la prima edizione di Destinazione Matera, il forum del turismo dal titolo Matera guarda a levante organizzato dal Consorzio Albergatori di Matera, in collaborazione con il Comune di Matera e la Regione Basilicata, l’associazione delle guide ambientali ed escursionistiche e le categorie degli artigiani e degli imprenditori. Si è trattato di un utile momento di confronto a più voci, per analizzare dati e tendenze e individuare i principali focus insieme ai big player del mercato turistico. L’obiettivo? Presentare al meglio la destinazione, promuoverla ulteriormente anche a chi ancora non la conosce, facendolo soprattutto attraverso l’offerta enogastronomica, artistica e artigianale. A parlare, a tavola, sono i piatti della tradizione come le olive fritte e il peperone crusco, in accompagnamento al pane di Matera premiato dal Gambero Rosso e raccontato da Tonino Nobile.

A Matera, ovunque si vada, si mangia benissimo. Indirizzi affidabili soo l’Osteria San Giovanni, il ristorante Baccanti, la trattoria Paolangelo e l’osteria Arco. Va da sé che Matera è anche la storia del cucù, primo giocattolo sonoro di origini antichissime, il fischietto tradizionale di Matera, che raffigura un gallo, simbolo di forza, virilità e portafortuna, prodotto dal ceramista Christian Andrisani. Il suono prodotto dalla figura produce due tonalità, questo ha determinato la denominazione dialettale di cucù perché richiama il canto del cuculo. Il fischietto poi tempo assunto un significato importante nel corteggiamento tra uomo e donna. Difatti l’uomo nel conquistare la donna amata poteva manifestare il proprio amore regalando un cucù. Più questo oggetto era grande e decorato, più grande era la promessa d’amore e la ricchezza materiale di cui il pretendente disponeva.

Tuttavia, se la donna lo rifiutava era un rifiuto anche alla corte dell’uomo nei suoi confronti. Inoltre più il fischietto era grande e ricco di fregi più grande doveva essere l’amore per la propria donna e l’offerta di ricchezza materiale che l’innamorato voleva donare. Sono diverse le tradizioni artigianali che connotano Matera, a partire dalla lavorazione della cartapesta e dalle illustrazioni di Raffaele Pentasuglia, per finire con la bigiotteria di Arterego, lo studio d’arte della talentuosa Margherita Albanese. (Riproduzione riservata)
- Quali sono le principali differenze architettoniche tra il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso?
- Come ha influenzato la serie "Imma Tataranni" la percezione turistica di Matera?
- In che modo il giocattolo sonoro del "cucù" rappresenta le tradizioni matrimoniali locali?
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