Toyota ha annunciato un significativo taglio alle previsioni di utile operativo per l’anno fiscale in corso a causa dei dazi degli Stati Uniti. Il colosso automobilistico giapponese stima un impatto negativo pari a 1.400 miliardi di yen, pari a circa 9,5 miliardi di dollari, che ha spinto la società a rivedere al ribasso la guidance annuale, portandola da 3.800 a 3.200 miliardi di yen (21,76 miliardi di dollari).
Il titolo Toyota perde l’1,5% sul Nikkei, giovedì 7 agosto, da inizio anno è in flessione per l’11%.
La revisione al ribasso delle stime arriva in un contesto paradossale: nonostante il peso dei dazi, Toyota ha registrato vendite record nel primo semestre dell’anno, con una crescita del 7,4% a 5,5 milioni di veicoli. Anche il fatturato trimestrale è salito del 3,5%, raggiungendo i 12.253 miliardi di yen (circa 70 miliardi di dollari). Tuttavia, i costi legati alle tariffe imposte da Washington – che finora erano al 25% oltre al preesistente 2,5% – hanno eroso i margini di profitto, portando a una flessione del 36,9% dell’utile netto trimestrale, fermo a 841 miliardi di yen (circa 4,88 miliardi di euro).
Il colpo più duro è arrivato proprio nel primo trimestre (aprile-giugno), con un impatto tariffario di 450 miliardi di yen, che ha determinato una riduzione dell’11% dell’utile operativo, sceso a 1.17 trilioni di yen.
Lo scorso luglio Tokyo e Washington hanno raggiunto un’intesa per ridurre le tariffe sulle auto giapponesi importate negli Stati Uniti, portandole al 15%. Si tratta di un dazio più basso ma comunque superiore a quello precedente l’arrivo del presidente Usa Donald Trump e questo le case automobilistiche in una situazione non facile.
Toyota, in particolare, ha espresso una forte preoccupazione per l’incertezza normativa e, durante le trattative, ha offerto di aumentare le esportazioni di veicoli prodotti negli Stati Uniti verso il Giappone, oltre a impegnarsi ad agevolare la vendita di auto americane nel proprio mercato domestico tramite la rete di concessionarie.
Nonostante le difficoltà sul mercato estero, Toyota ha annunciato la costruzione di un nuovo stabilimento in Giappone, con operatività prevista per i primi anni del 2030. Si tratta della prima fabbrica di assemblaggio nel Paese dal 2012. I modelli che verranno prodotti non sono ancora stati specificati.
Il progetto va in controtendenza rispetto al declino del settore automobilistico giapponese a livello industriale e di mercato, con un Paese sempre più penalizzato da una popolazione in calo e dalla diminuzione della proprietà privata di veicoli. Eppure Toyota continua a mantenere una capacità produttiva annua di 3 milioni di veicoli in Giappone, di cui circa la metà sono destinati all’export. (riproduzione riservata)