Toyota ha rivisto al rialzo le previsioni di utile per l’intero esercizio 2025-2026, puntando sulla forte domanda di veicoli ibridi e su una politica di contenimento dei costi per compensare l’impatto dei dazi statunitensi introdotti dall’amministrazione Trump.
Il colosso giapponese dell’auto prevede ora un utile operativo di 3.400 miliardi di yen (circa 22,6 miliardi di dollari), in crescita del 6% rispetto alla precedente stima di 3.200 miliardi. L’utile netto è atteso a 2.930 miliardi di yen (pari a 16,6 miliardi di euro), superiore ai 2.660 miliardi stimati in precedenza, ma in calo del 38,5% rispetto allo scorso esercizio, caratterizzato da risultati eccezionali.
Il fatturato annuo è stato leggermente rivisto al rialzo a 49 mila miliardi di yen (277 miliardi di euro), in aumento del 2% su base annua.
L’azienda stima che i dazi Usa peseranno sull’utile operativo per circa 1,45 trilioni di yen, equivalenti a 8,2 miliardi di euro, nell’anno fiscale in corso. Le esportazioni di auto giapponesi verso gli Stati Uniti sono state soggette a tariffe fino al 25% tra aprile e settembre, ridotte poi al 15% dopo un accordo tra Tokyo e Washington. «Non stiamo reagendo con misure affrettate come un aumento dei prezzi dei veicoli, che andrebbe contro le condizioni di mercato», ha spiegato il direttore finanziario Kenta Kon. «Stiamo invece adeguando con attenzione i prezzi a seconda dei mercati e della concorrenza».
Gli Stati Uniti restano un mercato chiave per Toyota, che lì genera circa un quarto delle vendite globali. Dei 2,33 milioni di veicoli venduti nel Paese nel 2024, solo 1,27 milioni sono stati prodotti localmente. La casa giapponese dispone di undici stabilimenti negli Stati Uniti, tra cui un impianto per batterie in Carolina del Nord, e di una filiera integrata con il Messico, colpita a sua volta dalle nuove tariffe.
Nel secondo trimestre dell’esercizio (aprile–settembre 2025), Toyota ha registrato un utile netto di 932 miliardi di yen (5,3 miliardi di euro), in crescita del 62% su base annua, mentre l’utile operativo è sceso del 27% a 839,6 miliardi di yen, sotto le attese degli analisti.
Nonostante l’aumento delle vendite complessive, il business nordamericano ha subito una perdita operativa di 134 miliardi di yen, contro un utile di 128 miliardi nello stesso periodo dell’anno precedente.
Il colosso giapponese ha comunque segnalato un andamento positivo della produzione globale: a settembre, la produzione è aumentata di oltre il 10%, segnando il quarto mese consecutivo di crescita, trainata in particolare dal mercato statunitense e da quello domestico giapponese.
«Nonostante l’impatto dei dazi statunitensi, la forte domanda, sostenuta dalla competitività dei nostri prodotti, ha portato a un aumento dei volumi di vendita e a maggiori profitti», ha sottolineato Toyota. (riproduzione riservata)