Tornanti e poesia: i migliori itinerari da fare in bici
Su due ruote da strada, gravel, mtb o e-bike, i migliori itinerari in bici da fare almeno una volta nella vita. In Italia e non solo
Metabolizzare forma e sostanza di luoghi nuovi. La bicicletta è il mezzo straordinario per fare un’esperienza sensoriale di questo tipo. L’elogio della bellezza e l’elegia della fatica. Dalla sella si vede il mondo con occhi diversi, la luce si manifesta nella sua potenza, si è circondati dal silenzio della natura. Non ci sono distrazioni. L’immersione è totale. La cosa sorprendente è che la bicicletta è un mezzo alla portata di tutti: giovani e vecchi, principianti ed esperti, viaggiatori e villeggianti. Questo perché è parte della storia di ognuno di noi.

E oggi, con l’esplosione sul mercato delle e-bike, l’essenza democratica e trasversale si manifesta in tutta la sua universalità, «il motore elettrico è strumento di perfetta uguaglianza, la sola forma incontestabile di discriminazione positiva», citando Marc Augé che, alle due ruote, ha dedicato un intero saggio, Il bello della bicicletta.

Le mete? Una, cento, mille. In e-mtb la salita ai laghi di Cancano con una passeggiata nel Parco nazionale dello Stelvio; la Ciclovia Alpe Adria Radweg, dalla austriaca Salisburgo a Grado; l’Alta Via dei Monti Liguri, un tracciato nato per i camminatori, 440 km da un capo all’altro della Liguria che, con le giuste varianti, può essere percorso anche su due ruote elettriche, perché ci sono postazioni per la ricarica delle e-Bike. Uno dei migliori itinerari in bici.

È provato che un giorno trascorso in sella dà luogo a una magica combinazione di grandi imprese, amicizia e ricordi indelebili, e la gravel è la compagna perfetta. Un incrocio tra le bici da strada, delle quali possiede il telaio, e le mountainbike, che ha il disegno tassellato dei copertoni. Su una gravel si affrontano lunghe distanze su combinazioni diverse di terreni, dallo sterrato all’asfalto. Si pedala comodi, leggeri e si hanno grandi soddisfazioni.

Come quelle che regala l’Alta Via del Sale, un itinerario tra borghi e paesaggi suggestivi che si snoda tra Piemonte, Francia e Liguria, conosciuta fin dal Medioevo, quando i commercianti si spostavano dalla Riviera Ligure verso l’arco alpino per trasportare le loro merci, tra cui, la più importante, era, appunto, il sale.

Tra i migliori itinerari in bici da fare almeno una volta nella vita. O il Grand Tour della Val di Merse, in Toscana, 173 km su strade bianche in totale assenza di traffico. Ma il ciclismo è anche asfalto e tornanti, passioni degli stradisti che di questo sport fanno poesia. Epici nell’approccio a qualunque età. Pedalatori di biciclette leggerissime, capaci di raggiungere vette che sfiorano le nuvole.

La loro meta sono le montagne, le Dolomiti e tutte le Alpi, da sfidare per provare l’emozione del fiato spezzato non solo dalla fatica ma anche dalla bellezza. Luoghi dai gradienti impegnativi, oggi accessibili anche con una e-bike da strada, per i meno allenati. E all’estero? Le Canarie, con l’anello Los Cristianos-Masca-Punta Teno-Buenavista-Garachico-El Tanque-Los Cristianos, o il classico Teide. E poi l’Atlante in Marocco, le colline selvagge dei Paesi Baschi e l’aspra dolcezza delle Gorges du Verdon, sulla Costa Azzurra.

Sembra che, mentre il mondo gira su se stesso e spostarsi è complicato, sia ancora semplice girare in bicicletta ovunque. Forse perché pedalare «è un’esperienza di eternità. Un po’ come capita al mare, quando ci stendiamo sulla sabbia e chiudiamo gli occhi, e abbiamo la sensazione di ritrovare la nostra infanzia». Tornando a Marc Augé. (Riproduzione riservata)
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