«Dopo l'evidente tracollo, riteniamo che il mercato immobiliare abbia sostanzialmente trovato un punto di equilibrio», sintetizza Ilario Toscano, presidente del gruppo immobiliare. «Il più deciso calo dei prezzi degli ultimi tempi ha finalmente messo un freno alla diminuzione delle compravendite avviando un'inversione del trend. L'inizio di apertura degli istituti di credito sui mutui ha anch'essa procurato effetti positivi. Ora spetta al nuovo governo fare la sua parte, infondendo maggiore fiducia nel futuro, magari anche rivedendo l'imposizione fiscale sugli immobili. Del resto il mercato immobiliare è trainante per molti altri settori dell'economia tricolore e quindi lo è anche per la crescita del pil».
Come accennato comunque il 2013 si è chiuso con dati ancora in calo a livello complessivo Il tempi medi di vendita sono aumentati negli ultimi anni, dai 120 giorni del 2006 ai 166 del 2013. Nei capoluoghi però bastano 160 giorni per vendere un immobile (156 giorni nelle grandi città), mentre nel resto della provincia si arriva a 174 giorni. I tempi medi di vendita più bassi si registrano a Verona e Napoli (rispettivamente con 120 e 131 giorni) e i peggiori a Bologna e Catania (192 e 183 giorni).
Continua poi, ma più lentamente, la discesa dei prezzi: il calo complessivo del 2013 dei comuni capoluogo è del 4.8% e nelle grandi città del 4.1%.
Oggi si vendono soprattutto trilocali, una stanza in meno rispetto agli anni passati quando il taglio preferito era il quadrilocale. Il crollo degli acquisti per investimento ha pesato soprattutto sulla vendita degli appartamenti più piccoli, sotto i 65 metri quadri, il cui acquisto è crollato dal 31% del totale del 2006 al 23%. (riproduzione riservata)