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Aste, domina l’arte moderna

La ricerca più innovativa inizia a imporsi all’inizio del 2000 con l'avvento delle Italian Sales di Sotheby's e Christie's che premiano l'arte sperimentale del dopoguerra portando in auge Fontana. Il record assoluto per Pablo Picasso, Les femmes d'Alger (Version 'O'), è stato battuto da Christie’s a New York nel maggio 2015 per 160,17 milioni di euro | Fotografie dal valore milionario: ecco come sta andando uno dei mercati più in crescita nell’arte. E con quali affari

di Elena Correggia
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Aste, domina l’arte moderna

Nei primi anni '90 nel salotto buono del collezionista italiano non poteva mancare un Rosai, un Carrà, un Guttuso, un Campigli, un Migneco, un Tozzi e, per chi aveva capacità di spesa maggiori, anche una bella natura morta di Morandi. Dopo gli anni dell'astrazione e delle avanguardie, che avevano visto emergere e crescere per la prima volta Fontana, Manzoni, Burri e Castellani, la crisi del 1992, conseguenza della guerra del Golfo, segnò nell'arte il ritorno alla pittura classica.

«Il collezionismo italiano si aggrappò all'epoca alle certezze della propria tradizione ripiegando sulla figurazione», afferma il gallerista milanese Matteo Lampertico. A titolo di esempio, una scena espressionista, Pescivendoli, di Giuseppe Migneco da Finarte nel 1994 quotata 50-60milioni di lire ne totalizzò quasi 97, mentre nel dicembre scorso un analogo soggetto di dimensioni simili, battuto dalla casa d'aste Pananti, ha cambiato proprietario per soli 4.500 euro. Similmente, nel 1990 un ritratto di Aligi Sassu, Clara al caffè, raggiungeva i 56 milioni di lire alla Nuova Brera Arte, cifra distante dai modesti risultati di oggi, come testimonia La bottiglia di cognac, tela del 1954 che a maggio 2023 la casa d'aste Il Ponte ha battuto per appena 2mila euro.

«Fino alla fine degli anni '90 il sistema dell'arte era ben diverso da quello odierno, i mercati avevano una mentalità più provinciale, e i prezzi di un artista si può dire che fossero stabiliti dalle gallerie attraverso i loro listini», commenta Freddy Battino, capo dipartimento di arte moderna e contemporanea della casa d'aste Il Ponte. I galleristi proponevano i valori rassicuranti dei paesaggi di Lilloni, la figurazione di Fiume e Sassu, i collezionisti desideravano il quadro e la maggior parte non rischiava con sperimentazioni più ardite. «A intuire invece il potenziale di artisti innovativi come per esempio Fontana e Manzoni furono alcune gallerie straniere che li difesero e valorizzarono. Un esempio su tutti Isy Brachot, gallerista belga che si è occupato del Surrealismo e che organizzò mostre su Domenico Gnoli già negli anni '70», continua Battino. «Ma ci furono anche pionieri italiani come la galleria Galatea che portò in Italia Bacon e galleria Notizie che seguiva Manzoni e l'Arte povera (entrambe di Torino), la galleria Blu che aveva l'esclusiva per Burri e Fontana, galleria Apollinaire, galleria Schwarz e studio Marconi, tutte di Milano, galleria La salita e galleria La tartaruga di Roma».

L’avvento delle Italian sales di Sotheby's e Christie's

La ricerca più innovativa tornò in auge dal 2000 circa con l'avvento delle Italian sales di Sotheby's e Christie's, che premiarono l'arte sperimentale del dopoguerra, consacrata da importanti esposizioni in musei come il Guggenheim di New York e il Reina Sofia di Madrid. L'apice nel 2015 fu espresso da un Concetto spaziale, La fine di Dio di Fontana del 1964, che da Christie's, a New York, superò i 27 milioni di euro, mentre un Achrome di Manzoni del 1958/59 toccò quota 15,8 milioni da Sotheby's nel 2014. «Fino a 5 anni fa l'Italia del secondo dopoguerra rappresentava il massimo delle mode, l'impennata dei prezzi ora si è arrestata, molti artisti hanno raggiunto valori già elevati e il loro mercato si sta consolidando, tranne Alighiero Boetti che pare continuare la sua corsa», aggiunge Lampertico. «Mentre le case d'aste internazionali sono andate alla ricerca di nuove tendenze da far emergere - dalle artiste donne agli artisti africani e afro-americani - a difendere gli Italiani del Novecento sono rimasti collezionisti e gallerie, in mancanza di un sistema di istituzioni museali che compiano queste operazioni. A ciò si aggiungono i vincoli all'esportazione previsti dalla normativa italiana sulle opere con oltre 70 anni, che penalizzano fortemente il loro mercato. Fra i classici merita invece una menzione Giorgio Morandi, che nei decenni non ha subito grandi cedimenti, con una crescita dei valori graduale ma costante. Il suo mercato rarefatto non ha prestato il fianco alle operazioni speculative che invece si erano verificate su altri artisti, come Fontana e Manzoni, già negli anni '90».

Se si guardano le top ten delle aggiudicazioni internazionali nell'ultimo decennio del secolo scorso ricorrono sovente Impressionisti e post Impressionisti, da Renoir a Van Gogh, da Matisse a Cézanne, che in quegli anni furono particolarmente apprezzati dal collezionismo giapponese. Oggi a resistere è ancora Monet, per opere scelte, dai covoni di grano che nel 2019 da Sotheby's New York toccarono quota 98,8 milioni, alle sue liquide ninfee, che hanno superato i 69 milioni da Christie's New York nel novembre scorso. «Nel complesso però gli Impressionisti hanno perso di attrattiva, così come molte altre avanguardie storiche, perché non incontrano più il gusto delle nuove generazioni di collezionisti internazionali con ampie capacità di spesa», continua Battino. «Fanno eccezione Surrealisti e Dadaisti, il cui linguaggio è invece recepito come attuale, rivoluzionario, divertente».

Picasso, Les noces de Pierrette fu il top lot del 1989

Ci sono poi giganti dell'arte il cui genio versatile ha saputo cavalcare le stagioni e i decenni, rimanendo sempre sulla breccia. È il caso di Picasso, il cui grande dipinto del periodo blu Les noces de Pierrette fu il top lot del 1989 venduto a un acquirente nipponico da Binoche Godeau, casa d'aste parigina per 50,3 milioni di euro. In questi 35 anni il maestro catalano è riuscito a occupare altre 9 volte il vertice delle classifiche, compreso l'anno scorso con Femme à la montre, capolavoro di un anno per lui significativo, il 1932, aggiudicato a 130,16 milioni. Si tratta della sua seconda opera più cara dopo Les femmes d’Alger (Version ‘O’), battuta nel 2015 per oltre 160 milioni. «Ma Picasso non è solo per chi ha sterminate capacità di spesa», precisa Battino. «La sua produzione è ampia e può dare soddisfazione a borsellini di diverse dimensioni. Pensiamo per esempio alle terrecotte autenticate dalla sua fondazione: dieci anni fa si trovavano anche solo a 1.200-1.500 euro, oggi ne valgono 20 mila».

Sempre nel 1989 a guadagnarsi la visibilità delle aggiudicazioni di spicco ci fu anche un capolavoro del fiorentino Pontormo, il cui ritratto del giovanissimo duca Cosimo I de' Medici raggiunse da Christie's i 32,14 milioni di euro. Un record per un dipinto antico che dovette attendere il 2002 per essere surclassato dal Massacro degli innocenti di Rubens, venduto da Sotheby's per 77,2 milioni e poi dal misterioso Salvator Mundi di Leonardo che nel 2017 polverizzò ogni precedente all'incanto per essere fatto proprio a 382 milioni dal principe ereditario dell'Arabia Saudita. Una tela dell'esito eclatante, ma al centro di intrighi internazionali che hanno messo in dubbio sia la sua autenticità sia la legittimità delle risorse per finanziare l'acquisto. In ogni modo queste punte di diamante sono sempre più sporadiche e confermano la rarefazione del mercato dell'antico, che negli anni si è ridotto a una nicchia con un netto ridimensionamento dei valori medi.

Andy Warhol ha valorizzato il concetto di serialità

Se l'antico è percepito come demodé, a cogliere lo spirito dei tempi è stata invece una figura come Andy Warhol, che ha trasformato in icone le immagini della società dei consumi e valorizzato il concetto di serialità. A fine anni '80 i suoi lavori oscillavano in media fra qualche decina di migliaia di euro e poche centinaia di migliaia, ma la crescita è proseguita a ritmo esponenziale, soprattutto dal 2000 circa in poi. Il suo record assoluto appartiene alla Shot sage blue Marilyn della collezione di Thomas e Doris Ammann, venduta per 184,4 milioni da Christie's nel 2022. Ma anche un'immagine assai meno rassicurante come White disaster del 1963, sempre nel 2022, ha cambiato proprietario da Sotheby's per quasi 82,2 milioni, un bel risultato se si pensa che la stessa opera era stata già battuta per soli 620 mila euro nel 1987 da Christie's. Frequentatore della factory di Warhol fu il giovane Jean-Michel Basquiat, che mescolava la rabbia della cultura underground ai richiami alla storia dell'arte, graffitismo e orgoglio nero ante litteram. Un pioniere di questa forma espressiva che morì nel 1988 a soli 28 anni. Il suo mercato è balzato da un massimo di 250-300 mila euro nel 1989 al record di Untitled, che da Sotheby's nel 2017 ha superato i 100 milioni.

Nell'ambito infine di un mercato sempre più finanziarizzato e alla ricerca di nuovi idoli mordi-e-fuggi da far fruttare, la speculazione più evidente si è espressa sul segmento del contemporaneo dove, negli ultimi 10-15, anni si sono avvicendate anche numerose meteore ora sparite dai radar. Basti pensare al drastico ridimensionamento subito negli ultimi anni da Damien Hirst o dalla sparizione agli incanti di Maurizio Cattelan e infine al fenomeno degli Nft (Non fungible tokens). L'ultima a farne le spese è stata proprio l'arte digitale certificata dalla blockchain e amata dalla criptofinanza, che ha visto salire sugli scudi personaggi sconosciuti come Beeple, al secolo Mike Winkelmann che nel marzo 2021 vendette da Christie’s il suo collage digitale Everydays: the First 5000 Days per 69,3 milioni di dollari (circa 58 milioni di euro). Ma l'ascesa troppo repentina e non adeguatamente preparata non ha giovato al sistema, oggi crollato a valori e scambi anche del 70-90% inferiori. Una delle più recenti opere digitali di Beeple, TIME The Future of Business, è stata venduta da Sotheby's online nel gennaio scorso per 164 mila euro. Chissà che il ritorno con i piedi per terra non possa giovare a un mondo, quello dell'arte digitale, che racchiude ancora molte potenzialità. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 22/04/2024 01:59
Ultimo aggiornamento: 22/04/2024 01:59
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