In Francia il settore delle telecomunicazioni prova il consolidamento da 4 a 3 operatori infrastrutturati. Nella mattinata del 17 aprile, Bouygues Telecom, Free- gruppo Iliad e Orange hanno annunciato la presentazione di una nuova offerta da 20,35 miliardi di euro per acquisire e dividersi le attività di Sfr, operatore parte del gruppo Altice del magnate Patrick Drahi. A ottobre dell’anno scorso i tre operatori avevano già presentato un’offerta, da 17 miliardi, subito rispedita al mittente dal gruppo Altice.
A fronte del nuovo rilancio, però, la trattativa è destinata a entrare nel vivo. Non a caso Altice France ha subito concesso al consorzio un periodo di esclusiva fino al 15 maggio per finalizzare i termini e la documentazione della transazione.
L’offerta riguarda l’acquisizione della maggior parte degli asset di Altice France-Sfr, tuttavia esclude le partecipazioni nelle società Acs/Intelcia, Xp Fibre (su cui ci sono gli occhi dei private equity), UltraEdge e Altice Technical Services. Assenti dal perimetro anche le attività del gruppo Altice France nei dipartimenti e territori d’oltremare.
I tre operatori hanno già illustrato anche la ripartizione del perimetro delle attività di Sfr. Il ramo delle attività B2B, con la sua clientela, andrebbero interamente a Bouygues Telecom, mentre il ramo B2C sarebbe ripartito tra i tre operatori. Anche gli altri asset e risorse di Sfr, in particolare infrastrutture e frequenze, sarebbero ripartiti tra tutti e tre ad eccezione della rete mobile di Sfr nelle aree a bassa densità, che verrebbe rilevata da Bouygues Telecom.
Complessivamente Bouygues si farebbe carico del 42% del prezzo e otterrebbe la stessa percentuale d’attività, il gruppo di Xavier Niel il 31% e Orange il 27%. I tre operazioni specificano che non è certo che l’operazione vada in porto, anche per via delle autorizzazioni regolatorie che è indispensabile ottenere prima di chiudere la partita. In particolare, gli occhi saranno puntati sulle decisioni dell’antitrust europeo, che finora non ha mai autorizzato senza rimedi strutturali la discesa da 4 a 3 operatori infrastrutturati.
Il senso dell’operazione viene esplicitato in una nota congiunta: «In un mercato maturo, questa operazione industriale, garantendo al contempo la continuità per i clienti di Sfr, permetterebbe di rafforzare gli investimenti nella resilienza delle reti a banda ultralarga, nella cybersicurezza, ma anche nell’innovazione e nelle nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale; consolidare il controllo di infrastrutture strategiche per il Paese; preservare un ecosistema competitivo a beneficio dei consumatori».
In sintesi, l’operazione «consentirebbe di consolidare e rafforzare l’intero settore dell’economia digitale e delle telecomunicazioni in Francia». (riproduzione riservata)