La promozione del debito pubblico italiano da parte di S&P Global Ratings fa bene al mercato dei titoli di Stato. Lunedì 14 aprile il differenziale tra rendimenti decennali italiani e tedeschi (lo spread, appunto) si riduce a 120 punti base, dai 127 della chiusura di venerdì 11.
Generalmente un aumento del rating tende a ridurre i costi di emissione del debito di un Paese, con un effetto positivo sui prezzi del Btp e delle altre obbligazioni statali già quotate. E non a caso, in avvio seduta di lunedì 14 aprile, il rendimento a 10 anni del Btp è sceso al 3,75%, rispetto al 3,80% della chiusura della sessione di venerdì 11 aprile, mentre quello del Bund tedesco è invece fermo al 2,56%.
L’incertezza sul flusso di notizie sui dazi americani, ha spinto i mercati sull’ottovolante. Lo spread, nelle scorse settimane, era tornato ad allargarsi fino a 130 punti base dopo aver toccato quota 103,75 punti il 17 marzo.
Sabato 12 aprile, l’amministrazione Trump ha esentato gli smartphone e altri prodotti di elettronica di consumo importati negli Usa (compresi quelli dalla Cina) dai recenti dazi doganali. Ma quella che sembrava essere una grande vittoria per Apple o Nvidia è già diventata incerta. Ventiquattr’ore dopo Donald Trump ha fatto una parziale marcia indietro precisando che la sospensione è solo «temporanea» perché la produzione deve rientrare nel Paese.
«La confusione di massa creata da questo flusso costante di notizie dalla Casa Bianca sta stordendo gli investitori e sta creando una massiccia incertezza e il caos per le aziende che cercano di pianificare la loro catena di approvvigionamento, le scorte e la domanda», commenta Daniel Ives, analista di Wedbush.
Anche per questo motivo, la decisione presa da S&P Global Ratings (nella tarda serata di venerdì 11 aprile) ha risollevato, almeno, Piazza Affari. L’agenzia ha infatti alzato i rating sovrani a lungo termine in valuta estera e locale dell'Italia da BBB a BBB+, confermando i rating a breve termine ad A-2 e l’outlook stabile. Un voto che ha premiato, spiega l’agenzia di rating, la stabilità politica e dei mercati.
E se la crescita si fermerà allo 0,6% quest’anno il rapporto debito-pil si stabilizzerà poi a partire dal 2028. «Il governo della premier Giorgia Meloni, fra i più longevi della recente storia italiana, gode di un solido sostegno pubblico. Beneficia inoltre di una maggioranza parlamentare stabile e di limitate minacce di opposizione, il che rende probabile la sua permanenza al potere fino al 2027. Questa continuità politica ha contribuito a preservare la stabilità dei mercati finanziari e sostenere progressi costanti», sottolinea l’agenzia. (riproduzione riservata)