Tim risale in borsa dopo un avvio complicato nella seduta del 25 febbraio post-conti preliminari 2025, accompagnati dalle notizie del ritorno della remunerazione degli azionisti tramite buyback fino a 400 milioni e del raggruppamento azionario 1 a 10 che verrò proposto all’assemblea di aprile.
Il gruppo tlc guidato dal ceo Pietro Labriola attorno alle 15 scambiava in rialzo dello 0,7% dopo una ripresa in corso di seduta e un calo anche di circa il 4% nelle prime fasi della seduta a Piazza Affari.
«Nel 2025 è stato compiuto un altro passo decisivo nel percorso per rendere Tim una società normale», con il raggiungimento di tutti i target per «il quarto anno consecutivo», ha spiegato Labriola in apertura di call. L’ingresso di Poste ha consentito di «rafforzare la base azionaria e consolidare la governance» del gruppo.
Labriola ha anche annunciato che Tim terrà un nuovo Capital Market Day nella seconda metà dell’anno, «dopo l’estate». Questo perché così Tim potrà avere «piena visibilità su diversi sviluppi chiave tra cui l'esito della conversione delle azioni di risparmio, la prevista approvazione dell'accordo di condivisione della rete con Fastweb+Vodafone e la definizione del perimetro di sinergia completa con Poste».
Sul closing di Sparkle, che come ha rivelato questo giornale è in attesa del via libera dell’antitruste Usa e Ue, Labriola si è mostrato fiducioso: «Si tratta di una questione di tempo, non abbiamo dubbi che l’operazione venga completata».
Labriola ha anche esplictato che nel 2027, in relazione all’esercizio 2026, la previsione è di distribuire un dividendo di circa 500 milioni di euro, pari al 70% dell'equity free cash flow after lease, al netto del canone e dei dividendi alle minoranze di Tim Brasil».
All’interno delle slide della presentazione, però, si può iniziare a dettagliare le sinergie con Poste. In primis i ricavi provenienti dall’accordo per far utilizzare a Poste Mobile la rete di Tim con un accordo da Mnvo. La previsione, già data in precedenza, è che a pieno regime possa generare circa 100 milioni di ricavi «ad alta marginalità».La migrazione è iniziata nel primo trimestre del 2026 e dovrebbe completarsi entro la fine del secondo.
Tim ha anche iniziato a quantificare l’impatto sulla marginalità che avranno le altre sinergie con Poste definite finora: la vendita di Tim Energia powered by Poste e delle polizze assicurative di Poste tramite la rete Tim (già avviate); il risparmio di costi dal procurement congiunto e la joint venture tra Tim e Poste sui servizi digitali. A pieno regime, la stima fornita nelle slide da Tim è che possano generare circa 50 milioni di ebitda after lease aggiuntivi all’anno una volta a regime. Tuttavia, non sono attesi impatti nei conti 2026 delle sinergie con Poste.
Come specificato anche da Labriola, altre aree di sinergie sono in fase di valutazione tra Tim e Poste verranno dettagliate nel Capital Market Day.
Il cfo Piergiorgio Peluso, nel corso della call, ha anche spiegato il razionale dietro la scelta di concentrare 10 azioni in 1 che verrà proposta nell’assemblea di metà aprile: «Questa scelta dovrebbe ridurre la volatilità del corso azionario e ampliare la base azionaria potenziale». (riproduzione riservata)
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