L’assemblea di Tim approva a larghissima maggioranza tutti i punti all’ordine del giorno, sia in sede ordinaria sia in sede straordinaria. Presente in assemblea era il 59,25% del capitale sociale.
In sede ordinaria, il punto più rilevante è quello relativo al buyback fino a un massimo di 400 milioni di euro per un massimo di 700 milioni di azioni, pari a circa il 3,3% del capitale. Il riacquisto di azioni è legato al closing della cessione di Sparkle a Mef e Retelit, che ha recentemente ottenuto il via libera dall’antitrust europeo ed è in attesa del semaforo verde dall’antitrust degli Usa. Con l’approvazione del raggruppamento delle azioni, ad essere acquistabili sono un massimo di 70 milioni di azioni.
Il bilancio al 31 dicembre 2025 di Tim spa, che ha registrato una perdita netta di 154,6 milioni di euro, ha ottenuto il via libera dal 94,83% dei presenti, mente la copertura del rosso tramite riserva legale ha avuto il via libera pressoché unanime.
Ok dei soci anche alla relazione sulla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti - 93,74% dei favorevoli e 6,16% dei contrari - e sul piano di incentivazione azionaria di lungo termine 2026-2028 dedicato al management, con il 95,8% di favorevoli. Conferito a Pwc l’incarico di revisione legale nel periodo 2028-2036.
Passa anche il raggruppamento delle azioni in rapporto 1 a 10, con il conseguente riduzione del numero totale di azioni a 2,135 miliardi di pezzi. L’ok, in sede straordinaria, è arrivato dal 99,59% dei presenti.
Via libera anche all’esclusione dell'obbligo di successiva reintegrazione del vincolo di sospensione d'imposta per gli utilizzi della riserva legale a copertura della perdita 2025 e all’annullamento di azioni proprie senza riduzione del capitale sociale - con corrispondente incremento della parità contabile implicita delle azioni non oggetto di annullamento - fino a un massimo di 700 milioni di azioni (70 milioni dopo il raggruppamento) non utilizzate per i piani di remunerazione dei manager. (riproduzione riservata)