Seduta pre-assemblea 2025 complicata per Tim a Piazza Affari. Il titolo del gruppo tlc italiano è in calo di circa il 2% a poco più di due ore dall’apertura degli scambi e scambia poco sotto 0,4 euro. Tim si prepara alla riunione dei soci, sia ordinaria sia straordinaria, dove sono sul tavolo diverse materie. Il titolo si mantiene comunque vicino ai livelli più alti registrati dal 2022 a oggi.
In sede ordinaria gli azionisti del gruppo guidato dal ceo Pietro Labriola saranno chiamati ad approvare il bilancio 2024 e la copertura della perdita d’esercizio tramite l’utilizzo della riserva legale. Inoltre tornerà all’esame dei soci la relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti, bocciata nel corso delle ultime assemblee dalla presenza di Vivendi.
Prevista anche l’approvazione di piani di incentivazione a lungo termine. Le proposte saranno tre: un piano di incentivazione azionaria di lungo termine denominato «Piano Lti di Performance Share 2025-2027» destinato ai manager; alcune modifiche al piano di stock option 2022-2024 al fine di incentivare il mantenimento delle opzioni alla luce dell’attuale quotazione di Tim; un nuovo piano di incentivazione di lungo termine denominato «Piano di Phantom Shares 2025-2027» destinato ai manager e alle risorse chiave, ma non alla prima linea o all’amministratore delegato.
Diverse le richieste anche in sede di assemblea straordinaria. Le più significative sono le modifiche dello statuto. In particolare il board di Tim chiede la modifica del perimetro dell’oggetto sociale, per poter andare a vendere più servizi di Poste Italia, la riduzione del numero massimo di componenti del cda (da un minimo di 7 a un massimo di 15) e dei sindaci e l’innalzamento della percentuale di azioni da possedere per poter presentare una lista per il rinnovo del board.
Intanto sono riemerse le voci su un possibile incasso straordinario per Tim nella vicenda del rimborso del canone concessorio del 1998 da oltre un miliardo di euro. Venerdì 20 giugno Reuters ha segnalato trattative avanzate tra Tim, Unicredit e Santander per la cessione del credito agli istituti in modo da anticipare l’incasso, senza aspettare il termine delle vicende giudiziarie.
Il 27 giugno scadrà il termine per pm, Tim e Palazzo Chigi per depositare le memorie riguardanti il rinvio di un mese arrivato il 27 maggio in Cassazione. Nonostante il procuratore generale della Cassazione avesse chiesto il rigetto del ricorso presentato dallo Stato contro il rimborso del canone, la Corte di Cassazione aveva sollevato, a sorpresa, la questione di ufficio sulla restituzione del canone pagato da Tim allo Stato e non dovuto.
La questione sollevata dalla Corte di Cassazione è stata di «rappresentata dalla sussistenza o meno dell'esattezza della scelta» di Tim «di proporre, avverso la decisione del tribunale di primo grado, il rimedio dell'appello, anziché quello del regolamento di competenza» territoriale. Il giudice di primo grado aveva infatti inizialmente ritenuto competente Perugia, ma Tim aveva fatto appello contro questa decisione, vincendolo e facendo restare la competenza a Roma. La Cassazione vuole verificare che l’iter seguito sia corretto. (riproduzione riservata)