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Tim e Fastweb+Vodafone, nuovo accordo sul 5G: joint venture per costruire fino a 6 mila torri. Crolla Inwit

19 marzo 2026, 08:20 Ultimo aggiornamento: 09:23

Successivamente verrà valutato l’ingresso di investitori terzi per ottimizzare la struttura finanziaria. I due operatori firmeranno accordi di lungo periodo

Inwit sotto stress a Piazza Affari giovedì 19 marzo (-15%) dopo l’annuncio della nuova collaborazione tra Tim e Fastweb+Vodafone nel 5G. I due operatori tlc guidati rispettivamente da Pietro Labriola e Walter Renna hanno firmato un accordo non vincolante per la costruzione e gestione di nuove torri (infrastrutture passive) per la telefonia mobile in Italia. La prospettiva dei due operatori è di realizzare fino a 6 mila nuovi siti, accelerando così il roll-out nazionale del 5G. 

Tim e Fastweb+Vodafone puntano a «migliorare l’efficienza operativa e di allineare i costi alla media europea», oltre al mantenimento di «standard di qualità elevati delle infrastrutture e la flessibilità tecnologica necessaria per lo sviluppo di reti di nuova generazione».

Come si sviluppa la jv

L’operazione prevede la creazione di una joint-venture partecipata pariteticamente da Tim e Fastweb+Vodafone. Ma probabilmente non resteranno gli unici soci della compagine: in una fase successiva, viene spiegato nella nota, verrà valutato «l’ingresso di investitori terzi nella compagine societaria al fine di ottimizzarne la struttura finanziaria». Le torri verranno messe a disposizione anche di operatori terzi sulla base di un modello di accesso aperto.

Non vengono fornite date entro cui verrà realizzata la nuova infrastruttura, ma la messa a terra del progetto sarà realizzata con un «piano di sviluppo articolato su più anni». Tim e Fastweb+Vodafone diventeranno anchor tenant della nuova infrastruttura, sottoscrivendo accordi di lungo periodo per l’utilizzo delle torri a condizioni di mercato. Le parti valuteranno inoltre la possibilità di fornire ulteriori servizi.

Va ricordato che Tim e Fastweb+Vodafone hanno firmato un firmato un accordo preliminare per il ran sharing sui comuni sotto 35 mila abitanti da finalizzare entro il secondo trimestre del 2026. La collaborazione, quindi, potenzialmente potrebbe associare i due più grandi operatori tlc italiani sia sul fronte infrastrutturale sia sul fronte della parte attiva delle reti 5G. (riproduzione riservata)



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