«Iliad è pronta a valutare eventuali opportunità di consolidamento sul mercato italiano, ma non proseguirà le trattative con Tim in vista di un’eventuale fusione. Le discussioni» con la controparte italiana «mancano da inizio aprile e non riprenderanno».
Sono state sufficienti poche ma lapidarie parole pronunciate dal ceo del gruppo Iliad, Thomas Reynaud, nel corso della conference call dei conti del primo semestre per trasformare in autentica via crucis una seduta borsistica che per Tim era iniziata tutto sommato in sordina. Il titolo della service company telefonica guidata da Pietro Labriola ha immediatamente accusato il colpo e dopo una giornata contrassegnata da forti vendite ha chiuso gli scambi in calo del’8,79% a 0,414 euro. Il valore dell’azione si è così riportato ai livelli di inizio agosto, segno che i valori borsistici fino a ieri mattina inglobavano forti aspettative di un matrimonio che avrebbe ridotto la concorrenza sul mercato italiano, togliendo pressione da margini e prezzi.
Quanto ai numeri di periodo, a livello consolidato Iliad ha chiuso il secondo trimestre con ricavi in crescita del 3,8% anno su anno a 5,08 miliardi di euro, grazie in particolare alla spinta sui servizi. L’ebitda after lease è migliorato del 10,1% a 2,05 miliardi nel primo semestre del 2025. Il margine è aumentato del 2,3%, attestandosi al 40,2%, con incrementi registrati in tutte e tre le aree geografiche in cui opera il gruppo (Francia, Polonia e Italia). L’utile netto di 700 milioni si confronta con quello da 449 milioni registrato a fine giugno 2024.
Sempre a livello consolidato, le capex (esclusi i pagamenti per le frequenze) ammontavano al 30 giugno a 878 milioni, in flessione (-1,1%) rispetto al primo semestre 2024. Il flusso di cassa operativo del gruppo è aumentato del 20% nel primo semestre, attestandosi a 1,2 miliardi. Trend che ha portato alla riduzione della leva finanziaria a 2,3 volte (da 2,7 volte di fine 2024) mantenendo un'elevata liquidità (1,5 miliardi in cassa ed equivalenti e 2,5 miliardi in linee di credito da cui Iliad non ha ancora attinto).
In Francia, nel secondo trimestre Iliad è stata l’unica dei quattro operatori di telecomunicazioni a registrare una crescita organica, con circa 287 mila nuovi abbonati mobile netti che portano il numero totale di aggiunte nette nel primo semestre a 505 mila. Iliad Italia ha inoltre registrato il numero più alto di aggiunte nette sul mercato per la banda larga e la banda ultralarga, registrando nel primo semestre 72 mila nuovi abbonati alla fibra. In Francia e in Italia il gruppo di Xavier Niel ha lanciato offerte fisse ad hoc per conquistare nuovi segmenti di mercato (Freebox Pop S e il nuovo Freebox Pro in Francia, e iliadbox Super in Italia), mantenendo un atteggiamento offensivo nella conquista di quote di mercato.
Per quanto riguarda l’Italia, Iliad ha generato ricavi per 603 milioni di euro (+9,2% anno su anno), ha registrato un ebitda after lease di 191 milioni (+29,6% rispetto a giungo 2024) e ha riportato un flusso di cassa operativo di 91 milioni nel business mobile (+72,8%). Nel periodo in esame, infine, Iliad Italia ha realizzato investimenti in conto capitale per 131 milioni complessivi (+5,4% anno su anno). (riproduzione riservata)